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14/10/2015 :cronache di un paese che va a rotoli: un giorno di ordinaria follia in Ucraina.

Lo sapete che sono sempre imparziale e obbiettivo nei confronti della Terra Dei pazzi, i tizi che hanno approvato un colpo di stato per togliere il potere agli oligarchi, per poi eleggerne uno subito dopo come presidente.
Più o meno imparziale, diciamo.


Ringrazio per l’impresa l’uomo d’affari ucraino Alexander Melamud, che ha voluto ridurre così il suo cane per “patriottismo” e i responsabili del negozio di toelettatura di Kiev “Dream Town” che hanno acconsentito. Adesso, cari animalisti, sapete chi ringraziare.
In fondo dove posso trovare un paese così singolare? Un posto dove potrei sentirmi a casa, se non pensiamo ai nazifroci, alla miseria, al freddo e ai tanti pazzerelli che vi abitano.
Ok, anche l’Italia non scherza, ma a Kiev giocano in un altro campionato, devo dirlo.
Ne devono fare ancora tante di cazzate, i politici italiani, per avvicinarsi all’apocalittico disastro combinato dai tre o quattro presidenti prima, per culminare nel tragico mandato di Poroshemo, con il PIL crollato di oltre il 50% in un anno.
Neanche durante la peste nera del 1500 o durante il massacro dei Tutsi in Ruanda si era arrivato a tanto.
E, comunque, per fare arrivare il paese a livelli anche solo simili, di solito ci vuole più tempo.
Molto, molto più tempo.
Deve essere bello per costoro essere i primi in qualcosa.
Prima di narrarvi i funambolici accadimenti di oggi vi parlo di ieri, quando l’inviato in Ucraina del FMI, il buon Oleg Ushtenko, acchiappato dai giornalisti dopo aver parlato con i vertici economici di Kiev.
Ebbene, pare che ci sia un piano per portare le riserve di valuta estera del paese a 18 miliardi di dollari.
E si farà semplicemente NON pagando interessi  e rate del debito pubblico.
I vertici del FMI, chiaramente molto favorevoli al governo ucraino, e che già gli hanno concesso prestiti per otto volte superiori al limite massimo consentito dai loro regolamenti e contro ogni logica ( non potrebbero fare prestiti a paesi in guerra civile e con rating così basso) sono in “leggero imbarazzo”.
E arriviamo ad oggi, mentre in tutto il paese si festeggiava “la giornata dei nazisti” ovvero la “fondazione” dell’UPA, l’esercito insurrezionale ucraino Poroshemo presente le “nuove armi” da inviare al fronte.
Qui vediamo un glorioso T64, andato fuori produzione negli anni 70, rimodernato e dipinto in simpatiche tonalità pastello.
Notare la nuova tinta mimetica pensata per i teatri urbani, molto adatta a nascondersi tra foreste di pixels.
Bello lo specchietto retrovisore, molto più efficiente delle obsolete telecamere usate dai carristi russi.
Altra perla, stavolta i mezzi sono nuovi, si tratta di dei BTR 4-E prodotti in Ucraina negli anni scorsi.
Si tratta di una fornitura destinata all’esercito iracheno, che la ha rimandati indietro senza appello perché non rispondenti ai loro severi standard qualitativi.
Inviati al fronte hanno dimostrato di avere una corazza particolarmente fetente, e sono spariti presto dal teatro di guerra.
Alcuni di questi, fermi per mancanza di ricambi, sono stati finalmente riparati, pixellati, dotati di specchietti nuovi ed inviati nel solito tritacarne.
Ah, se non ci fossero queste presentazioni di “nuovi armamenti” in Ucraina bisognerebbe inventarle.
A proposito, la Malishev di Kharkov, la fabbrica responsabile della costruzione o rigenerazione di queste nuovissime armi , cerca dipendenti, quali progettisti, saldatori, addetti alla fonderia, tecnici, autisti, carrellisti, ecc, ecc..
Pure troppi posti sono vacanti, secondo me.
Soprattutto cercano qualcuno che gli dica come riuscire a realizzare i motori 6TD per carri armati senza i pezzi realizzati dalla YaMZ  di Yaroslav, vicino a Mosca.
Alla richiesta di fornitura pare che i russi abbiano risposto :
“si , mandate pure i soldi che ve li spediamo con il corriere espresso”
Ma lo hanno detto sghignazzando, e questo non è professionale.
Questo è il numero per essere assunti:  +38 (057) 784 41 35, chiedete di Pavel.
A parte gli scherzi, cari amici ucraini, se volete gli iniettori, le pompe multi-carburante, le centraline e i turbo, non avete che da chiedere mandandomi una mail.
Pagamento in anticipo e in diamanti non tagliati e senza difetti, niente grivnie, grazie.
E non sto ridendo.
“Odessa, oggi”
Come vi dicevo, bambini, oggi si festeggia la “fondazione” dell’UPA, ovvero l’ercito insurrezionale ucraino, quei tipi che combatterono insieme ai tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
Ai bimbi in Ucraina adesso a scuola si insegna che in realtà questi “eroi ” combatterono una feroce battaglia su due fronti, ovvero sia contro i russi che contro i tedeschi.
In realtà il rapporto con gli Hitleriani fu parecchio burrascoso, ma i “banderisti” si arruolarono in massa nelle SS tedesche. 
E , se non fossero stati uccisi da costoro, duecentomila ebrei e oltre mezzo milione di civili polacchi e ucraini, potrebbero testimoniare la loro fedeltà alla causa ariana.
Per non parlare di circa ottocentomila prigionieri di guerra russi torturati o uccisi nei campi di prigionia tedeschi dai loro carcerieri ucraini, una delle principali cause del rude trattamento cui gli ucraini stessi furono destinati dopo la guerra.
Sono fatti come quelli che rovinano le amicizie, e anche i ventimila soldati o poliziotti russi morti durante i combattimenti dei partigiani dell’UPA, durati fino agli anni 50, servirono a ricordarlo.
In realtà i morti russi dopo la guerra fino al 1953 furono in totale trentacinquemila e almeno cento scuole furono bruciate dai banderisti perché insegnavano il russo.
Parliamo ovviamente della popolazione attuale del Donbass e zone limitrofe, ovvero gli “ucraini del’est”, mentre i banderisti provenivano dall’ovest, in particolare dalla Galizia.
A quei tempi solo ai banderisti veniva in mente che l’est facesse parte dell’Ucraina, era territorio russo da almeno quattro secoli prima.
E i Cekisti fecero strage di banderisti, e delle loro famiglie , fino a che le resistenza non cessò.
La storia si ripete.
Una lingua, Una nazione, Una Ucraina!“, dove ho già sentito qualcosa del genere?
Ah, si : “Ein Völk, Ein Reich, Ein Führer!“.


Osservate i ragazzi che si divertono, e intanto parliamo del 14 ottobre, data di fantasia, dato che un fenomeno così complesso come il Banderismo e la conseguente invenzione di un “popolo ucraino” , non ha una data ben definita.
Il 14 ottobre è l’anniversario in realtà del popolo cosacco, e si celebra la fine dell’assedio e la presa ella città di Azov nel 1641, prima in mano agli ottomani.
Ovviamente lo Zar ordinò ai Cosacchi suoi sottoposti di riconsegnare ai turchi la città pochi mesi dopo, ma i libri di storia, riscritti dai Pazzi, non lo dicono.
Non sono capaci neanche di trovarsi un evento storico di cui gloriarsi nel passato, poveretti.


La sera si avvicina e si marcia in tenuta da battaglia, dopo quatto ore di slogan. A parte la faccia intelligente da bravo banderista della persona in primo piano notare i lineamenti e la barbetta dei ragazzi in prima fila subito dietro.
Niente affatto slavi, secondo me.
Siamo messi proprio bene.



No tutti sono d’accordo, a Kiev, durante la marcia, appare questo cartello, in rima, che parla di Bandera e di Vlasov, “eroi” che vengono definiti … non capisco bene, pederas.. pindorosh… qualcosa del genere, non credo che sia un complimento, però.
Chiedo aiuto ai cari trollini ucraini che mi perseguitano per la traduzione.

A Kharkov, le persone che festeggiano sono molte meno, per cui inscenano questo simpatico “flash mob” per festeggiare una ricorrenza così gloriosa.

“sono ragazzi, che vuoi farci”

Ah, la vita continua, gli uccellini cinguettano, le pecorelle pascolano sui prati e, al di fuori del corteo la vita sorre placida e tranquilla, come al solito.


Nel sito del parlamento ucraino viene presentata questa petizione, volta ad impedire il voto ai pensionati, ovvero  alle persone dai 55 60 anni in su.
La teoria è che , costoro, essendo vissuti ai tempi dell’impero sovietico, possano “votare nel modo sbagliato” e “votare comunque contro gli interessi del paese”.
Non credo che ci riuscirà, ma mi piace il modo di pensare del promotore della petizione.


Sono pronti per l’Europa, senza dubbio, non rimane che paracadutare un centinaio di transessuali sopra i raduni dei “patrioti” e osservare cosa succede.


Gloria agli eroi!