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American LNG?

A Ottobre 2018 la Polonia ha firmato un contratto con due aziende americane di LNG (liquefied natural gas) per fornirsi circa di 1 milione di tonnellate di gas per i prossimi 20 anni. E’ il più grande contratto in Europa Orientale che gli USA hanno stipulato, le aziende American LNG puntano a diventare fornitori in Est Europa (https://www.instituteforenergyresearch.org/international-issues/american-lng-and-the-future-of-energy-in-eastern-europe/ ).   Guerra politica ed economica che affonda le radici in una ben nota questione, le esportazioni di petrolio e gas sono viste dagli americani come un’arma per contrastare la politica russa e le sue mire politiche in Europa.

Tutto questo si scontra con un membro dell’Unione Europea che ha obiettivi diversi: la Germania; questa sta costruendo con Gazprom un secondo gasdotto per bypassare l’Europa Orientale e arriva a fornirle gas direttamente attraverso il Mar Baltico (Nord Stream 2). In Polonia questo gasdotto è stato ribattezzato la “Molotov-Ribbentrop pipeline”.

Russia e Germania sono impegnate nel raddoppiare il Nord Stream 2, nonostante le vigorose proteste di Ucraina e di alcuni stati membri della UE. Questa pipeline permetterà ai tedeschi di diventare un rivenditore di gas russo e di guadagnare notevoli profitti, tutto ovviamente a scapito dei profitti realizzati dal transito in Ucraina e in Europa Orientale. L’intera classe politica tedesca (in modo particolare Merkel) difende questo progetto. Se la pipeline verrà finita Nord Stream-2 di Gazprom consentirà ai tedeschi di diventare un proxy russo che “se ne infischia” delle sanzioni imposte a Mosca. Gazprom agirà all’interno dei confini tedeschi aggirando i vari divieti e sanzioni UE imposte alla Russia.

Russia e Germania affermano ovviamente che è solo un affare commerciale, parlano unicamente del vantaggio di un minor prezzo (circa il 30% in meno). Su questo punto gli esperti americani affermano che le esportazioni di LNG offrono prezzi molto vantaggiosi, questi al momento “sono la metà” di quello che erano cinque anni fa e non sono più legati al prezzo del petrolio (https://www.manhattan-institute.org/sites/default/files/R-MM-0918.pdf ).

Molti Paesi europei pensano di aprirsi al LNG: Polonia, Lituania e Grecia hanno già terminali per riceverlo, la Croazia ha in previsione di costruirne uno. L’iniziativa Tre Mari I3M (Baltico, Mar Nero e Adriatico http://www.limesonline.com/iniziativa-tre-mari-summit-bucarest-conclusioni/108774? ) punta all’indipendenza energetica dalla Russia e a creare una stretta cooperazione con gli Stati Uniti.

Meanwhile in Bulgaria http://bulgariaanalytica.org/en/2018/12/20/national-security-the-convenient-excuse-for-poor-governance-and-corruption/ si prendono 77 milioni di euro di multa perché le sue aziende del settore gas sono sotto il monopolio di Gazprom e non offrono nessuna altra scelta di mercato/concorrenza. La stessa Gazprom sta spingendo con i suoi piani per bloccare il transito attraverso l’Ucraina e spostare “altrove” i punti di consegna. La multa è arrivata, prossima fermata sanzioni? E anche in Bulgaria il risentimento anti UE sale.

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