Urea e diesel: stanno arrivando tempi Pazzi, quando non basteranno più i soldi per comprare.

I giornaloni sono impegnati con l’oscena porcata del Supergreen pass, ovvero il surrettizio obbligo di vaccino, condita da inverosimili puttanate su “nuove versioni” del virus mortale. Oddio, localmente sono cose importanti, non dimentichiamocelo, ma, nel resto del mondo stanno succedendo cose strane.

Tutto inizia dall’urea e dai fertilizzanti, ricavati dal metano. Prima ancora il problema del caro metano deriva dalla Russia. Prima ancora della Russia la situazione attuale, invero paradossale tutto nasce dall’atteggiamento suicida anti russo dell’unione europea e dalla altrettanto suicida decisione tedesca di chiudere le centrali a carbone e quelle nucleari. Per non parlare dell’esaurimento in generale dei giacimenti europei e mondiali di gas naturale.

calabresi, calabresi dappertutto. e le connessioni ad est? se le sono dimenticate? Sbadatelli, questi Giornalisti.

Per spiegare meglio la cosa proviamo ad immaginarvi nei panni di un commerciante di polvere bianca, che so, il borotalco. un borotalco speciale che, nella vostra città è venduto a peso d’oro e vi garantisce guadagni enormi. VI guardate in giro e notate che delle famiglie calabresi gestiscono il trasporto del borotalco nei camion diretti verso la vostra città. sempre altre famiglie di calabresi gestiscono il trasporto da Odessa e dalla Albania, per non parlare del borotalco che arriva via nave nei porti del nord Europa. Mannaggia, sono dappertutto questi calabresi. A quel punto arriva una intermediario calabrese e vi propone una partita di borotalco. Cosa fareste? Denigrereste il dialetto calabrese, la loro cucina e dareste un paio di schiaffoni all’intermediario? Cosa potrebbe succedere? Improvvisamente il vostro commercio di borotalco avrebbe una brusca interruzione e non riuscireste a comprarne altro in giro, per quanto vi sforziate, e a quel punto inizierebbero i problemi. Nel caso specifico finireste legati e sanguinanti nel baule di una macchina che cade giù da un dirupo, con una bomba a mano senza sicura infilata su per il sedere. E vi sarebbe andata pure bene, credetemi. Il commercio di borotalco è una cosa seria.

Detto questo appare chiaro che il rapporto improntato con un fornitore di un prodotto che non può essere sostituito o comprato da altre parti deve essere impostato ad un reciproco rispetto, come minimo. Il venditore è portato a non aumentare a dismisura i prezzi per non strangolare il mercato e garantirsi una rendita costante, mentre l’acquirente sa che deve rispettare alla lettera gli obblighi, ed essere gentile.

Tornando a bomba proviamo a farvi capire il punto di vista russo sulla questione gas naturale. Diversamente dall’Europa la distribuzione del gas è in mano ad aziende sotto controllo statale, che decidono se il gas deve transitare o meno nei metanodotti. Il settantacinque per cento del gas estratto è destinato al consumo interno, per industrie e riscaldamento. Il restante venticinque per cento era venduto in Europa, era, dato che parte di questo sta per essere inviato verso la Cina, che paga il prezzo richiesto e, soprattutto, non rompe i coglioni. Gli analisti (quelli dei russi compresi) hanno notato che, per tutta una serie di motivi il gas importato in Europa è destinato ad arrivare per circa l’ottanta per cento dai giacimenti russi. Visto che non erano possibili alternative a questo stato di cose e che molti governi, come quello tedesco hanno fatto di tutto perchè questo gas russo fosse indispensabile per riscaldare le case, per l’agricoltura , i trasporti e per le loro industrie, beh, i russi pensavano che non ci fossero problemi.

Ma ecco i primi casini, storie inventate di tentati assassini con il gas nervino, tentativi di colpo di stato in Bielorussia, il bordello ucraino, le sanzioni, per non parlare di corti straniere che volevano imporre al governo russo di privatizzare giacimenti e rete di distribuzione, in modo che il transito del gas non potesse essere bloccato. Insomma non solo hanno denigrato la lingua e i costumi dell’intermediario, ma gli hanno stuprato la moglie e gli hanno dato fuoco alla macchina.

I russi pazientemente hanno aspettato, hanno concordato con il governo tedesco il raddoppio del gasdotto North stream, hanno continuato a far transitare il gas naturale dall’ucraina, pur mantenendo il tragitto al minimo, e hanno rispettato alla lettera gli accordi.

Per una serie di motivi, tra cui la pura e semplice stupidità le riserve europee di gas naturale, ovvero i giacimenti esauriti in cui si pompa il gas russo sono pressoché vuote. Il loro momento era arrivato, i russi hanno fatto notare che sì, il gas proveniente dai loro giacimenti era disponibile, se vogliamo, ma che questo gas doveva passare, per motivi logistici, dal nuovo tratto del North Stream. Con la scusa di una serie di cavilli giuridici questo tratto è stato bloccato, e i russi hanno detto che no, o passa da lì o non forniscono altro gas in aggiunta a quello precedentemente ordinato. Come saprete il prezzo del gas è schizzato di circa quattro volte. Bollette alle stelle e gas ai distributori a due euro al metro cubo.

impalpabili aumenti sui siti di shopping

Ma questo è niente, il gas metano serve anche per produrre fertilizzanti, polimeri plastici e urea. L’urea, per esempio, serve direttamente sui campi o come componente per i fertilizzanti, serve per le colle dei pannelli delle fabbriche di mobili, per mangimi animali, e per l’additivo per i motori diesel.

Due problemi sono noti agli addetti ai lavori, come forse molti non sanno l”industria italiana dei pannelli di nobilitato è un comparto importante, alimentato dai mobilifici e dalle tante aziende di servizi che forniscono i colossi come l’Ikea. Piccoli artigiani che con macchinari completamente robotizzati tagliano, squadrano e lavorano i pannelli, chiudendoli dentro gli scatoloni piatti che conosciamo. Artigiani così efficienti che ai colossi conviene comprare in Italia piuttosto che in Cina. Orbene i prezzi dei pannelli sono già raddoppiati in pochi mesi, mentre l’urea per realizzare la colla per impiallacciarli sta diventando introvabile. Serve l’urea, infatti, per realizzarla.

L’altro problema è quello legato al consumo di ADBLUE come additivo per i motori diesel. Chiusa l’azienda italiana che forniva il sessanta per cento del mercato i magazzini di distributori si sono svuotati. Ma h anche grossi stabilimenti tedeschi, come i due impianti della BASF e quello della SKW stanno avendo grossi problemi. Gli addetti ai lavori sanno che gli impianti di produzione di ammoniaca hanno bisogno di lavorare sempre a massimo regime, se riduci la produzione il rendimento cala vistosamente e i costi di produzione aumentano a dismisura. Brutte notizie anche dallo stabilimento slovacco della DUSLO. Ha ridotto la produzione, e grazie ad accordi con il governo fornirà il prezioso additivo solo ai trasportatori polacchi. In culo la solidarietà europea. Diventa a questo punto difficile procurarsi l’additivo, a qualsiasi prezzo. Strano che non se ne parli diffusamente nei telegiornali, di questa cosa. Comprare il prezioso additivo ed il gas da altre parti, direte voi . Beh, non è così semplice, al momento questi prodotti sono abbastanza rari ed introvabili a livello globale.

In India il ministro dell’agricoltura si affretta a spiegare agli agricoltori che le tredici milioni di tonnellate di urea necessarie per marzo saranno sicuramente nei magazzini. Anche se per il momento ce ne sono solo circa sei, e sono anni che diventa difficile trovare fertilizzanti all’inizio della stagione.
Interrompiamo per un attimo e parliamo di India. Il problema fertilizzanti è legato alla regione del Punjab e alle regioni limitrofe, le uniche con colture intensive moderne. Malgrado si tratti di appezzamenti ridotti rispetto all’enorme estensione indiane essi sono fondamentali per la produzione di riso e cereali, e per sfamare il miliardo abbondante di indiani. Il governo di Modi èfamoso oltre che oltre che per dire balle anche per essere composto da titanici cazzoni, come rivelato da politiche dissennate come il cambio delle banconote e il divieto dei privati di possedere oro. Per il momento il basmati è in raccolta e i contadini sono tranquilli, ma scommettiamo che presto vedremo milioni di agricoltori sfilare diretti a Dehli? Non solo, se i fertilizzanti promessi non arrivassero, presto vedremo carestie e intere città in fiamme.

Nuova Dheli dicembre 2020 coming soon …

Un altro paese nei guai è la Corea del Sud. Un giorno si sono svegliati e si sono accorti che il 98 per cento dell’urea consumata nel paese arrivava dalla Cina. Per motivi legati alla scarsità di materiali, almeno così dice il governo di Pechino, l’esportazione di urea diretta verso l’estero è stata ridotta drasticamente.

Il risultato è che, se la situazione non si risolve entro poche settimane i trasporti coreani si fermeranno tutti in blocco. Per non parlare del piccolo problema legato ai fertilizzanti e ai mangimi per animali, l’urea serve anche per quello. Ormai una tanica di AD blue in Corea del Sud si vende online a 88 euro, circa dieci volte il prezzo di qualche mese fa. I russi hanno proposto di fornire prodotto, ma per una quantità pari a circa il dieci per cento del fabbisogno. E non si trova urea da nessuna altra parte. Gli americani, per esempio non possono aiutare, l’urea prodotta serve a loro e , semmai ci sono altri paesi come il Giappone che ne hanno altrettanto bisogno e pagano di più. Per il momento la situazione è solo gravissima, ma solo grazie ad aerei militari che portano la preziosissima urea dall’Australia. Ricordiamo che l’urea per i veicoli è solo il 3% scarso dei consumi, eppure anche in questo caso ci sono problemi di approvvigionamento. E il resatante 97 per cento? Non è che i governi alimentano le condutture del riscaldamento a scapito dell’industria per non creare allarme sociale?

Coreani in fila per ricevere dai militari la razione del prezioso additivo.

La situazione in Italia per il momento è grave ma non seria, anche se ad un certo punto servirà produrre quel milione abbondante di tonnellate di fertilizzanti che serve entro di marzo. Nel caso immagino che si potranno concimare i campi con i diritti civili ed i bitcoin, volendo.

So già che alcuni proporranno di usare i politici. Mi piace il vostro modo di pensare, ma boooni, state boooni, che siamo in Democrazia e ci censurano facilmente.

colta citazione,

Del resto anche negli scorsi mesi l’unione europea si è data da fare per mettere dazi sulle importazioni di questi prodotti, provenienti da Russia e tra gli altri.

Questo può far parte anche di una strategia, invece di fornire gas naturale ai russi potrebbe interessare vendere prodotti finiti, come fertilizzanti e grano. Maggiori guadagni e possibilità di sfuggire alla nota “trappola delle risorse” che colpisce l’economia dei paesi che dipendono da giacimenti. Buone notizie per gli agricoltori russi, per le fabbriche di trattori bielorussi, per gli stabilimenti chimici russi e bielorussi, e cattive notizie per gli europei. La dipendenza dai russi, però non calerebbe, anzi.

Del resto se una industria chimica dipende dagli aumenti di costo delle materie prime appare chiaro che le aziende russe che pagano il gas naturale 80 euro ogni mille metri cubi, e quelle bielorusse che lo pagano 125 dispongono di un leggerissimo vantaggio competitivo rispetto agli europei che lo pagano attualmente oltre i mille. Puoi metter su dazi, ma le leggi della fisica che impongono agli stabilimenti di lavorare sempre al massimo delle capacità porteranno alla lunga alla chiusura degli impianti europei. E non c’è niente che si possa fare in merito.

Altri, come gli amici di Senzanubi si sono accorti della carenza globale di gas naturale, che sta colpendo anche il comprato fertilizzanti. Un problema ciclico che si ripete da diversi anni, ogni inverno. Infatti fino ad ora le forniture russe, sostenute da importanti ordini erano arrivate. Però, non dobbiamo incolpare solo Mosca, di questo fatto. siamo davanti ad un esaurimento globale delle riserve .Ormai a livello globale solo in Russia praticamente si trova l”antracite di migliore qualità, adatta anche per gli altoforni: giacimenti di gas ovunque sono ad un livello basso, per non parlare di quelli di petrolio. I famosi giacimenti venezuelani, per esempio, sono sabbie bituminose, che si scavano con il bulldozer per essere lavorati in impianti costosi, inquinanti ed energivori. Le risorse, sempre a livello globale cominciano davvero per scarseggiare, mentre il denaro circolante aumenta, spinto da continui QE. sapete tutti come va a finire, vero? I soldi varranno di meno e le materie prime di più. Fino ad arrivare al punto che non basterà pagare per far contento il venditore. Il mio consiglio ai solerti funzionari europei, è lo stesso, continuate pure a rompere i coglioni a quelli che presto diverranno dei monopolisti. Continuate così, e poi trovate qualcosa di cui i russi hanno assoluto bisogno e che, per esempio non gli possano vendere i cinesi. Visto come è andata bene con le sanzioni sul settore petrolifero. I prodotti ad altissima tecnologia sono arrivati sottobanco, in parte, altri se li sono prodotti i russi in proprio e altri li hanno venduti i cinesi. Risultato? Intere aziende italiane del settore in crisi per mancanza di vendite, a livello globale, i loro clienti sono diventati concorrenti. Miliardi di euro di fatturato persi, i russi si sono messi a costruire valvole e gruppi di pompaggio utilizzando le aziende che prima costruivano scafi per sommergibili, le giranti arrivano dalle aziende che costruiscono eliche, i tubi arrivano dall’india…. E dire che questa azienda, di cui non faccio il nome fatturava in Russia oltre tre miliardi all’anno, diventati zero, con perdite anche su altri mercati. Bravi bravi. Complimenti.

Paradossalmente sono i politici europei quelli più discosti dalla realtà, quelli che cianciano di “Russia che deve garantire la sicurezza energetica europea”, quelli che dicono che “il transito ucraino non deve essere bloccato”. Cosa potrebbero fare , in caso contrario, far morire gli europei di fame e di freddo per fare un dispetto ai russi? credetemi, i cinesi sarebbero , e saranno ben felici di comprare tutto il gas che non viene esportato in Europa e pagarlo il prezzo pieno. E in futuro ne saranno ancora più felici. Per gli americani è ancora più facile, loro non dipendono dal gas russo, ma solo dal petrolio russo, totalmente e definitivamente, dato che i milioni di barili che importano ogni giorno non potrebbero venire sostituiti. ma hanno qualche parziale alternativa e qualche mese in più di autonomia, per cui possono fare la voce grossa, e togliergli Netflix e Facebook. La minaccia suprema.

Concludendo , non credo che questo inverno le mie previsioni apocalittiche si avvereranno, perlomeno lo spero, alla fine si troverà una quadra tra chi vuole comprare disperatamente e chi non ha davvero bisogno di vendere. Fino al prossimo inverno, quello dopo, o fino all’arrivo del “cigno nero”, allora si, che ne vedremo delle belle.

Che ve lo dico a fare, viviamo in tempi interessanti.

Nuke, detto il “grillo parlante” di Liberticida e OraZero

P.S. provate a cercare in rete cosa successe tra impero romano e impero cinese, i romani volevano disperatamente la seta cinese e i cinesi non volevano niente dai romani, andate a vedere come è finita, alla lunga. (https://www.storiologia.it/cina/cina05.htm)

Per chi fosse curioso i link da cui ho tratto questa mia povera cosa. io i link ce li metto, mica sono un “giornalista” (meglio noto come Puttanazza)

Link Pazzi:

https://www.ilnordestquotidiano.it/2021/10/29/la-carenza-di-urea-mette-in-crisi-anche-la-filiera-dei-pannelli-in-legno/

https://www.financialounge.com/news/2021/10/13/stop-produzione-additivo-adblue-rischio-la-circolazione-delle-auto-diesel/

https://www.trasportoeuropa.it/notizie/autotrasporto/la-carenza-di-adblue-peggiora-in-tutta-europa/

https://www.autoblog.it/post/perche-la-crisi-dellurea-rischia-di-immobilizzare-unintera-nazione

https://www.tomshw.it/automotive/adblue-scorte-esaurite-e-prezzo-alle-stelle/

https://www.usitc.gov/publications/332/working_papers/id_20_70_impact_of_eu_ad_duties_final_wkgppr_102820-compliant.pdf

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/11/09/ladditivo-anti-inquinamento-per-il-diesel-diventa-introvabile-perche-produrlo-costa-troppo-i-trasportatori-chiedono-aiuto/6384529/

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/01/22/news/perche_gli_agricoltori_indiani_sono_arrabbiati-283163512/

https://www.hindustantimes.com/chandigarh/urea-scarcity-tota-singh-differs-with-dhindsa-says-deficit-artificial/story-iwBkqAnYNnY058sNysu6AL.html

Fertilizzanti. Si prospetta una carestia a livello mondiale. La fame proprio ci mancava.

https://www.moneymorning.com.au/20120505/russian-exile-how-europe-will-end-the-kremlins-natural-gas-monopoly.html (questo poi è davvero delirante)