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Unholy Alliance of many events, il dietro le quinte del CoronaVirus

Questa settimana i mercati hanno preso un duro colpo, una caduta che i mercati finanziari non vedevano dal 2008. Al momento non si parla ancora di crollo o di scoppio di bolle, ma se dovesse accadere non dovrebbe essere una sorpresa, non importa cosa abbiano fatto la FED e la BCE, ma nulla in questi ultimi anni ha funzionato: basta pensare ai tassi di interesse negativi, ai prestiti PcT overnight e il famigerato QE. Non importa cosa cerchino di fare questi maghi della finanza, le cose continuano a peggiorare. Comunque questi 20 anni di de-regolamentazione bancaria non dobbiamo certo dimenticarli. Ad oggi fa comodo usare come capri espiatori i flussi migratori verso l’Europa, la Cina e il recente Coronavirus. Poi a Coronavirus scoppiato i media hanno dimenticato cosa succede altrove, così ho pensato che dopo una bella sbornia di Corona è magari il caso di fare un mini riassunto per vedere cosa succede attorno a noi.

  • Emozionante Ursula von del Leyen: “Ho chiamato Giuseppi!”. Attenti picoretti a Bruxelles non interessa di alloccoronavirus, a nessuno frega se l’Italia sta combattendo una emergenza sanitaria, ci regalano con immensa gioia lo sforamento del rapporto deficit/pil – i 7.5 miliardi richiesti dal governo italiano – ma ci ricordano la scadenza calendarizzata del Mes (Meccanismo europeo di stabilità) per il prossimo 16 marzo. Emergenza o meno rimane il Mes … e poi una Troika che ci spiumerà.
  • Bruttissimo momento per il Venezuela, Donald Trump e Jair Bolsonaro hanno firmato un accordo di cooperazione militare. Il 6 marzo 2020 il Brasile ha ritirato dal Venezuela tutto il corpo diplomatico https://www.dw.com/en/brazil-withdraws-entire-diplomatic-staff-from-venezuela/a-52669042. Nel frattempo Juan Guaido ha annunciato che riprende tutte le attività per cacciare Maduro. Nel suo ultimo viaggio a Washington Guaido ha ottenuto nuove sanzioni contro Caracas e una montagna di denaro per finanziare le operazioni.
  • Il Sultano Erdogan ha proposto a Putin di “gestire congiuntamente” i giacimenti petroliferi della Siria orientale, aggiungendo di poter fare la stessa offerta agli Stati Uniti, già implicati nel furto del greggio siriano. “Ho fatto l’offerta a Putin riguardo ai giacimenti petroliferi che si trovano nella provincia di Deir Ez-Zor la scorsa settimana“. Il presidente turco ha affermato che con i potenziali introiti petroliferi “possiamo aiutare la Siria distrutta a rimettersi in piedi”. Roba da Pianeta dei Pazzi. Eh già perché la Turchia continua a sostenere numerosi gruppi terroristici nella provincia di Idlib, nella Siria nord-occidentale https://www.fort-russ.com/2020/03/an-estimated-85000-turkish-backed-terrorists-are-fighting-in-syria-and-libya-while-thousands-are-in-terrorist-training-camps-in-turkey/
  • Continua la dura partita Russia-Opec: Putin sta scommettendo sulla fine dello shale oil americano, vuole metterlo al tappeto facendo crollare il prezzo del petrolio. La settimana scorsa l’OPEC ha invitato le compagnie petrolifere russe a tagliare la produzione in merito alla ridotta domanda della Cina e della zona euro (considerate in recessione): lo zar ha detto di no e il petrolio è sceso in picchiata. Nell’ultimo decennio, gli USA hanno sfruttato lo shale oil mettendosi in competizione con Venezuela, Iran e Russia. Come tutti sanno i problemi dello sfruttamento di questi giacimenti sono tanti: https://liberticida.altervista.org/lo-shale-oil-americano-e-una-bomba-ad-orologeria/. Ora il governo russo ha deciso di dare una energica risposta agli Stati Uniti, qualcuno ha probabilmente dimenticato di come gli USA hanno tentato di bloccare il Nord Stream 2. Nell’ultimo periodo la Russia ha accantonato una montagna di riserve per condurre questa guerra economica https://russia-insider.com/en/putin-betting-us-shale-its-last-legs-he-can-knock-it-out-crashing-oil-price/ri28402Quindi questa guerra prevede da parte russa di perdere enormi cifre nel breve termine per poi arrivare nel lungo termine a impiccare l’industria americana dello shale oil (che è immensamente poco redditizio). Se a Wall Street lo hanno capito sono volatili per diabetici: metà delle compagnie petrolifere di scisto sono fortemente indebitate e potrebbero andare in bancarotta, cancellando migliaia di posti di lavoro. Tutto questo in piena campagna elettorale dove Trump crede di aver già vinto.
  • Il Sultano che aveva un piede in tre scarpe: Erdogan ha gravi problemi politici dentro casa e fuori dalla Turchia. Qualcuno dice che ha le ore contate. È da anni che tenta di diventare il signore supremo del Medio Oriente: questo lo distruggerà? La sua offensiva a Idlib sta sfiancando l’esercito e il popolo turco, non ne può più nemmeno il parlamento turco della sua campagna in Siria. Il sostegno di Erdogan in patria si sta rapidamente deteriorando.
    Bisogna ricordare che la Russia ha molta influenza sull’economia turca e al momento Putin non vede in Erdogan un partner affidabile. Qualche sito russo inizia a parlare del tradimento di Erdogan dall’accordo di Sochi del 2018. Presto Putin potrebbe scagliarsi contro Erdogan al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, del resto Erodgan non vuole ristabilire i confini territoriali della Siria. Quindi finché il Sultano non verrà sconfitto a Idlib non c’è alcuna possibilità di porre fine al conflitto siriano. Bisogna anche ricordare che Putin giudica poco: in compenso ti da abbastanza corda per impiccarti.
  • In preda allo sconforto più totale, Erdogan ha deciso che dobbiamo lasciar invadere l’Europa dai migranti, che in larga misura sono afghani. Giusto calcolo matematico: che vuoi che sia in accoglioniland in piena pandemonio da Alloccoronavirus?

Questo è un elenco brevissimo e sintetico di quello che succede, non bisogna offuscare la mente anche in piena emergenza, perché è proprio in quel momento che la storia scorre e non ti fa vedere tante cose importanti e che maggiormente dovevi vedere. Del resto tutti gli italiani non hanno dato peso alla rivolta simultanea di tutte le carceri italiane, ma questa è un’altra storia e vale la pena approfondirla: ” Temo che il golpe sia come il coronavirus: ce l’hai davanti e non lo vedi” di https://www.mittdolcino.com/2020/03/09/clamoroso-carri-armati-a-nel-centro-di-palermo-verso-lucciardone-o-forse-un-segnale-contro-la-rivolta-pre-ordinata-di-29-carceri-in-italia-contro-il-governo/ Alessia C. F. (ALKA)