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UE: Madame Caritas, col culo degli altri

In piena emergenza coronavirus la UE multa l’Italia per 7,5 milioni per gli aiuti concessi nel 2008 alle imprese del comparto alberghiero della regione Sardegna.
In base a una vecchia normativa del 1998, lo Stato italiano concesse diversi finanziamenti al settore alberghiero sardo. Nel 2008, però la UE stabilì di recuperare gli aiuti forniti (13,7 milioni di euro). Una disposizione osservata solo in parte dal Belpaese. Nonostante i numerosi ricorsi, l’impossibilità stessa di rientrare in possesso dei soldi concessi agli albergatori sardi e i numerosi anni trascorsi dall’erogazione dei finanziamenti, ieri è arrivata la sentenza definitiva: multare l’Italia per nostra mancata dimostrazione di essere impossibilitati a recuperare le somme, di aver causato una distorsione della concorrenza e altri 80.000 euro in più per ogni ulteriore giorno di ritardo nel pagamento della sanzione. https://www.money.it/?page=amp&id_article=86861

Secondo Agi l’Italia ha chiesto ai suoi alleati europei di fornirle ventilatori polmonari. UE sorda, secondo il documento riservato “nessuna delle delegazioni ha risposto alla richiesta dell’Italia”. Del resto tutti gli Stati europei si sono comportati come degli struzzi pur di ignorare il virus, sempre a fine febbraio nessun Stato membro ci ha aiutato quando abbiamo chiesto di fornirci di mascherine protettive. Parallelamente la Germania ha interrotto direttamente l’export delle mascherine. Nessuna solidarietà a fornirci questi elementi essenziali per gli ospedali e non solo. Pure Sergio Mattarella magicamente si è accorto che l’Europa non è solidale e pone solo ostacolihttps://www.ilgiornale.it/news/mondo/litalia-chiede-pi-respiratori-i-paesi-ue-voltano-spalle-1840055.html

Gli amici si vedono nel momento del bisogno – Due dati sui ‘partner europei’ e  i veri amici.  Su decisione del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese la Repubblica Popolare ha inviato all’Italia: 1000 ventilatori polmonari, 50.000 tamponi, 20.000 tute protettive, 100.000 mascherine di massima tecnologia, 2.000.000 di mascherine per gli ospedali.  Cuba Socialista si è detta disponibile ad inviare brigate di medici volontari e fornire il farmaco già utilizzato con successo in Cina per debellare il Coronavirus. Tutto questo mentre: Francia e Germania negano l’invio di mascherine, anche a pagamento, verso la penisola italiana. L’Unione Europea pone le politiche di austerità come priorità rispetto al sostegno economico per contrastare l’epidemia di Coronavirus che sta mettendo in ginocchio la già martoriata economia italiana. Tratto da http://www.elzeviro.eu/affari-di-palazzo/esteri/gli-amici-si-vedono-nel-momento-del-bisogno.html

L’ambasciatore italiano presso l’Unione Europea, Maurizio Massari, è intervenuto stamane con una lunga lettera pubblicata su Politico e ripresa da Huffington Post, denunciando il comportamento lassista di molti stati europei che avrebbero ignorato le richieste d’aiuto italiane circa l’invio di materiale sanitario (trattenute invece sia da Francia che Germania nei loro Paesi) come le mascherine protettive.

Con un comunicato congiunto, i ministeri degli Esteri di Francia, Germania e Regno Unito annunciano di aver fornito un pacchetto di aiuti di 5 milioni di euro per sostenere l’Iran nel contrasto all’ epidemia di Covid-19 esprimendo «piena solidarietà» al Paese asiatico. La solidarietà europea va quindi all’Iran e non all’Italia. Tratto da https://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/20806155/emmmanuel_macron_merkel_coronavirus_ue_rifiuto_mascherine_italia.html

Sforare il 3%? Questa crisi sanitaria insegna molto, abbiamo bisogno di soldi ma ce li presteranno a debito, il prestatore non è la UE ma le banche private: la Von der Leyen ci permette di farci prestare soldi dai privati. La BCE rimpingua costantemente le casse delle banche con crediti inesigibili o prossimi tali, stampando moneta… ma non di certo per il benessere dei popoli. https://www.affaritaliani.it/politica/la-von-der-leyen-ci-presta-i-soldi-ma-facendo-debito-che-aiuto-e-658241.html – https://www.affaritaliani.it/politica/palazzo-potere/coronavirus-italia-chiama-europa-risponde-me-ne-frego-658438.html

Ha ragione un mio amico, credo sia ora di definire questa malattia come “influenza italiana”. Ma come italiani dovremmo stupire nuovamente il mondo, il Belpaese non ha ora più la capacità di un Italexit, ormai siamo troppo vicini alla Troika. Però abbiamo mille modi per mandare forti segnali a Bruxelles che ci tratta come poveri straccioni untori. Prego con tutta me stessa che questa influenza non divida la Nazione ma la rigeneri totalmente, il comportamento della UE dovrebbe svegliarci e far accrescere in noi una forte identità nazionale capace di mandare forti messaggi. Pure Mattarella si è destato. Solo Conte fa il gioco della UE. Mai come oggi desidero una Nazione unita, avevamo purtroppo bisogno di prendere un grosso calcio in faccia, stramazzare al suolo sanguinanti, ma solo così possiamo rialzarci uniti. Se i politici lo capiscono – e non si svendono per l’ultimo tozzo di pane – questa volta potrebbe nascere una nuova identità nazionale, magari pronta a combattere. Quando gratti il fondo del barile puoi fare solo una cosa: o crepi o riemergi! Cari italiani a voi la scelta. Alessia C. F. (ALKA)