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Tra greenwashing e dura realtà

Allora vi siete esaltati alla dichiarazione che arrivano dall’Assemblea dell’ONU sulle emissioni Zero entro il 2050? Vi siete infervorati guardando Greta che lanciava i sui strali infuocati ai potenti della Terra? Vi siete commossi davanti alla ritrovata unità del mondo davanti alla catastrofe incombente? Avete visto la Marmotta che incartava la cioccolata da distribuire ai partecipanti all’Assemblea?

Beh forse quella non l’avete vista, ma non sarebbe sembrata fuori posto nel caleidoscopico spettacolo offertoci dai media, dove ci prospettano un radioso futuro fatto di prati verdi, ciminiere che emettono essenze di violetta e patchuly, nonché auto alimentate a scorregge di farfalla.

Ora però è il caso di fare un sano bagno di realtà, ed è sufficiente il grafico qui sotto:

Rappresenta le fonti di energia utilizzate a livello mondiale. Come potete vedere l’ 85,5% delle fonti energetiche utilizzate a livello mondiale sono fonti fossili. Nonostante tutte i progressi tecnologici degli ultimi anni le fonti di energia che servono ad alimentare la nostra civiltà sono per la stragrande maggioranza tecnologie si almeno un secolo fa o oltre (il 92% se consideriamo l’idroelettrico). Vale la pena di ricordare che tutti i nostri computer, internet, Artificial Intelligence sono totalmente inutili senza una fonte energetica abbondante, sicura e a bassa costo. Questo vale anche per le industrie, trasporti e l’agricoltura che serve ad alimentare gli oltre 7 miliardi di persone che vivono sul pianeta. La nostra civiltà altamente complessa ha assoluto bisogno di un flusso costante di energia per sostenersi, pena il collasso delle strutture sociale ed economiche.

Sebbene si possano, e si debbano, fare moltissimi progressi in termini di efficienza energetica e di ampliamento dell’uso delle rinnovabili, bisogna guardare in faccia alla realtà: ad oggi non esistono alternative realisticamente fattibili alle attuali fonti energetiche. Punto.

Certo la ricerca si sta muovendo in molte direzioni, ma non sappiamo se e quando potranno esserci risultati concreti. Allo stato dell’arte, promettere con sicumera di arrivare ad emissioni zero in trent’anni vaneggiando di mirabolanti tecnologie come il sequestro della CO2, o prospettare l’utilizzo totale delle rinnovabili (per non parlare dell’auto elettrica), è semplicemente whishful thinking. (o una presa per il c**o)

A prescindere dalla questione della CO2, che, nonostante ciò che propalano i media, è scientificamente molto controversa, le problematiche ambientali sono terribilmente serie: è un dato di fatto che stiamo avvelenando l’ambiente dove viviamo con plastiche e prodotti chimici di ogni genere (e non con l’anidride carbonica). Tuttavia questo improvviso cambio di marcia da parte dei politici e dei potentati economici mi sembra ogni giorno più sospetto, ho il forte timore che si stia preparando il terreno ideologico per una futura dittatura verde, una dittatura senza armi, basata sul ricatto psicologico di chi vi si oppone: “se non ti adatti a ciò che diciamo noi, anzi che dice la scienza, significa che vuoi distruggere il pianeta e i suoi abitanti, assassino!”

Inoltre cosà c’è di meglio di un po’ di greenwashing tentare di rilanciare l’economia sempre più asfittica con ricchi investimenti nella green economy?

Allora orsù, armiamoci di pennello e dipingiamo con tanto colore verde il business as usual.

PAUL C. F.

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