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Siria, cowboys in sella e nuovi equilibri sempre più evidenti

Nessun rischio di annoiarsi in Siria con gli americani che hanno sgomberato per davvero un po’ di basi. Non siamo a livello dell’elicottero sul tetto a Saigon per carità, ma qualche immagine corre davvero il rischio di rimanere in giro per un po’ di tempo. Vediamo qualche notizia presa dal mucchio.

ASSAD MUST GO – 20 ottobre 2019 e dintorni

Convoglio americano in ritirata verso Hasakah, diretto verso il confine con l’Iraq, passando sotto una bandiera siriana. Una visione impensabile fino a poco tempo fa.

ASSAD MUST GO/2

Si lasciano indietro un po’ di tutto gli americani: libri di favole, videogiochi di guerra, bandiere… tutta roba finta mi vien da dire, piantata lì e via. L’ordine di abbandonare la nave è arrivato all’improvviso, le apparecchiature sensibili portate via o distrutte. https://www.rt.com/news/471411-us-base-books-bible-flag-syria/

QUANDO SI LASCIA UN BEL RICORDO

Saluti e ringraziamenti ai cowboys in ritirata verso l’Iraq. Video:

Intanto gli iracheni hanno fatto sapere che i cowboys sono pregati di continuare la loro sgroppata senza fermarsi, in quanto ospiti non molto graditi; dove andranno non si sa, però niente relax per giocare alla playstation o per finire di leggere i libri di Clancy.https://www.rt.com/news/471525-esper-us-troops-syria-iraq/ Questo è quanto; sembra incredibile ma pare che le truppe USA in ritirata non abbiano subito alcun incidente, a parte imboscate a colpi di verdure e qualche sassata.

F-15 USA BOMBARDANO DEPOSITO DI MUNIZIONI

Ogni tanto gli americani riescono a rimettere qualche obiettivo degno di nota nel mirino; il che ci lascia commossi e speranzosi per una ripresa della traballante efficacia dell’USAF contro i jihadisti dopo anni passati a caccia delle colonne di pick-up dell’ISIS o degli sterminati convogli di autocisterne colme di petrolio rubato, senza neanche riuscire a vederli se non al tiggì.

Peccato che il deposito in questione fosse stato lasciato dalle “forze della coalizione” alla mercè dei siriani avanzanti, o forse delle milizie filo-turche; ecco quindi che lo strikedegli F-15 appare come una zelante opera di smaltimento rifiuti (prove?), volta a lasciare tutto in ordine all’arrivo dei nuovi inquilini. Chissà. https://southfront.org/f-15s-bombed-us-led-coalition-munitions-depot-in-syria-so-it-doesnt-fall-to-syrian-army/

FORNITORI DELL’ISIS

Guarda caso, il deposito era stato piazzato vicino al cementificio della francese Lafarge: questa è un’altra storia, ma non si può certo negare un lieve cenno a un’azienda che si era costruita negli anni una solida reputazione come partner dello stato islamico nella costruzione di bunker e gallerie. French cement maker Lafarge ‘made deals with IS group in Syria’ https://www.france24.com/en/20160621-france-lafarge-islamic-state-group-jalabiya-syria

SOCHI: “STORICO” ACCORDO TRA PUTIN ED ERDOGAN

Neanche il tempo che si possa sedimentare quanto successo che Putin ed Erdogan si accordano a Sochi per inquadrare la situazione nel nord-est della Siria. Di seguito i punti essenziali:

  • preservare l’unita politica e territoriale della Siria e proteggere la sicurezza nazionale della Turchia;
  • i curdi delle forze democratiche siriane (SDF) devono sgomberare ed essere disarmati;
  • Putin ha ribadito che le interferenze straniere in Siria devono cessare;
  • i siriani sono presenti sul confine delle zone concordate.
  • La polizia militare russa è coinvolta sul campo, sia con i siriani, sia con i turchi.

Ci sono anche i dettagli sulle zone di pattugliamento congiunte e l’area, grossomodo quella conquistata dai turchi, che rimane sotto la responsabilità della Turchia. https://www.rt.com/news/471529-putin-erdogan-sochi-talks/

Al momento gli eventi sono ancora in divenire, con gli americani che si stanno ancora ritirando dal nord-est della Siria, ma la tentazione di collegare i recenti avvenimenti a un preciso accodo preesistente è davvero forte. http://www.orazero.org/siria-trump-via-dalla-siria-reloaded/ Trovare le prove in tal senso sarà compito degli storici del futuro, o magari basterà un’intervista a qualche personaggio di livello tra qualche anno.

Quindi:

  • i Siriani rischiano di ripigliarsi quasi la metà dell’est Eufrate senza sparare un colpo, con qualche campo estrattivo già incluso nel pacchetto. Una prospettiva che sembrava delirio puro solo fino a qualche mese fa;
  • i turchi mettono in sicurezza il confine sud, schiantando le eventuali pretese delle YPG/SDF curde;
  • i russi elevano la loro reputazione a livelli stratosferici. Ormai sono il vero arbitro della regione;
  • la reputazione degli americani collassa a livelli infimi, per anni nessuno più in Medio Oriente (e non solo, mi sa) si fiderà più di loro. Trascinati nel gorgo anche i loro alleati in loco. Speriamo che H.Clinton & soci non ne restino troppo scossi;
  • Trump? Anche lui ci ha guadagnato e ci tiene a farlo sapere, lanciandosi in una memorabile dichiarazione in cui ribadisce che tutti i meriti dello stop delle operazioni turche sono suoi. Ricacciata indietro, per ora, l’opposizione trasversale al Presidente.

Naturalmente cancellate le sanzioni alla Turchia per la gioia degli europei che invece ne hanno fatto un vanto gonfiandosi il petto, forse senza capire nulla di quello che stava succedendo, a parte Francia e UK che invece hanno da tempo le mani in pasta nel casino siriano.

Come ultima carta negoziale in mano agli americani rimangono i giacimenti petroliferi siriani di Omar, nel sudest del Paese appena oltre l’Eufrate. Vedremo cosa succederà, ma i 200 soldati che gli americani pensano di lasciare come presidio sembrano più una foglia di fico per calmare oppositori interni e alleati locali, che un vero deterrente. EUGENIO F. (MRY)

P.S.: A seguito dell’accordo di Sochi, accelera lo sgombero americano; utilizzati anche aerei da trasporto.

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