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Segreto Bancario: io ce l’ho e tu no! : ovvero come gli USA hanno fregato la Svizzera e gli altri paradisi fiscali

Ricevo e volentieri pubblico, da Alessia:

Segreto Bancario: io ce l’ho e tu no!


Gli Stati Uniti stanno diventando il paradiso fiscale principale per gli stranieri facoltosi, dopo aver condannato altri paesi per aver aiutato ricchi americani a nascondere i loro soldi in paradisi fiscali: la città di Reno in Nevada è già acclamata come la nuova Svizzera.



Lo scorso settembre 2015, Andrew Penney (56 anni, amministratore delegato di Rothschild Wealth Management & Trust, con sede a Londra, e con filiali a Milano, Zurigo e Hong Kong, gestisce circa 23 miliardi $ per 7.000 clienti) ha tenuto una conferenza in cui spiegava come si può evitare di pagare le tasse e come può aiutare i clienti a spostare le loro fortune negli USA, tenendo tutto nascosto ai rispettivi governi di provenienza. 
Gli Stati Uniti emergono come nuovo rifugio per ricchi stranieri: hanno studiato la nuova strategia per convincere i clienti a trasferire i conti in Nevada, Wyoming e South Dakota. Rothschild, come molte altre società di gestione fondi, ha aperto una società fiduciaria a Reno e sta spostando le fortune di facoltosi clienti stranieri dai paradisi fiscali offshore in Nevada, dove sono esenti da tasse.

Un bella pensata, perché per anni hanno accusato la Svizzera di essere stata la capitale mondiale dei conti bancari segreti. 

Più di 80 banche svizzere, tra cui UBS e Credit Suisse Group AG, hanno accettato di pagare circa $ 5 miliardi agli Stati Uniti in sanzioni e multe.




Il governo USA, con la legge del 2010, la Tax Compliance Foreign Account (FATCA), ha richiesto alle società finanziarie di rivelare i conti esteri detenuti dai cittadini statunitensi e di segnalarli all’Internal Revenue Service (IRS – l’agenzia delle entrate americana): se non vengono forniti i dati si incappa in sanzioni pesanti (una ritenuta pari al 30% sulla maggior parte delle transazioni).

L’ineffabile Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE) ha elaborato anche norme più rigide per scovare gli evasori fiscali. 

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno rifiutato di firmare i nuovi standard di comunicazione a livello mondiale rilasciati dalla OCSE, dopo aver costretto quasi 100 paesi a firmare gli stessi standard informativi.

Mentre le autorità degli Stati Uniti persistono su standard globali per la divulgazione delle informazioni bancarie, per assurdo nella stessa nazione molti stanno resistendo a questo standard informativo. 

Il risultato è stato la creazione di un nuovo mercato specializzato nel nascondere il denaro di facoltosi clienti stranieri. 
Negli Usa vengono attribuiti enormi benefici fiscali agli “stranieri non residenti” : non vengono tassati per la maggior parte gli interessi attivi e non ci sono tasse sulle plusvalenze provenienti da investimenti. Il nocciolo della questione risiede nella definizione di “Resident” : una delle questioni più importanti è quello di mantenere “lo stato di non residente”. 
Purtroppo molte persone confondono la definizione di immigrazione residente con la definizione di residente fiscale. 
Spesso negli Stati Uniti si utilizza la tecnica di creare una LLC (limited liability company). Per queste US LLC, se adeguatamente strutturate, l’IRS non tiene conto dell’esistenza di tali entità.



Negli ultimi anni il Delaware ha attuato leggi che lo rendono la miglior giurisdizione per la formazione di società. Offre la migliore protezione per chi non vuole rivelare la propria identità come beneficiario di una società e promuove elevati livelli di segreto bancario: non rivela i dettagli sui conti societari. Consente inoltre alle aziende di ri-domiciliarsi entro i propri confini, infatti questo stato della East Coast ospita circa il 50% delle imprese quotate degli USA.


Nell’ultimo periodo sono nate società come questa : Tax Havens USA. Questo video vi mostra come si possono trasferire fondi e pagare pochissime tasse:  


Bloomberg nell’ultimo periodo sta seguendo da vicino la linea di opposizione intrapresa dal Tax Justice Network (TJN). 

Secondo lo studio condotto dal TJN, gli Stati Uniti sono al terzo posto, dietro a Svizzera e Hong Kong (l’indice segreto finanziario). 
Sempre TJN accusa l’amministrazione Obama di aver costretto le banche off-shore a consegnare le informazioni sulle attività nascoste. 
Gli stati americani del Delaware, Wyoming e Nevada sono da decenni all’opera come paradisi nel segreto on-shore, si sono specializzati nella creazione di società di comodo per chiunque desidera nascondere i beni d’oltremare. 
Gli Stati Uniti sono stati pionieri nell’attaccare le giurisdizioni estere dove esiste il segreto sui conti, ma contemporaneamente forniscono poche informazioni ad altri paesi: tutto ciò li rende irresponsabili davanti alla giurisdizione del segreto. 

Di fatto l’amministrazione Obama vanifica i suoi tanto sbandierati sforzi compiuti per reprimere l’evasione fiscale, il riciclaggio di denaro e la criminalità finanziaria!

Queste politiche hanno contribuito ad attirare migliaia di miliardi di dollari negli Stati Uniti: forse a Washington temono che i petrodollari possano indebolirsi, e hanno escogitato un nuovo stratagemma per tenere alta la richiesta di dollari nel mondo. 

Ovviamente per fare ciò devono escludere gli altri concorrenti nel settore.


P.S di Nuke:
Messaggio dedicato agli analisti finanziari che vivono in Svizzera: “improvvisamente si spiegano tante cose, vero?”.

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