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Parliamo delle basi della storia politica – Pericle.

Mi sono reso conto che molti parlano di politica senza sapere esattamente di che cosa si sta parlando , prima di tutto l’artificiosa differenza tra destra e sinistra, che in Italia si trasforma nella dicotomia PDL – PD, con il partito di “destra” che propugna il liberismo più sfrenato , con lo stato che non deve disturbare il manovratore e i giudici che non devono rompere i coglioni (sapete il perché, vero?).

Il PD, invece è un partito di sinistra che è diventato di destra, ovvero democristiano , e si professa socialdemocratico , dimenticando che cosa vuol dire, socialista e democratico, nel contempo.

E il Movimento Cinque Stelle?

Boh? Al momento non riesco ad inquadrarlo, ma mi sembra che sia molto “ateniese” al momento , ma non potrei giurarlo, ne riparleremo presto.
E la colpa non è dei politici , è della ggente in generale , che si è dimenticata il significato originale delle parole.

E adesso arriviamo a Pericle.

Pericle fu un singolare uomo politico ateniese, che divenne famoso in Italia per questo suo discorso agli Ateniesi:

Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.
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Premesso questo , ricordiamoci che Atene era un paese democratico per il tempo , e le donne non avevano nessuna valenza politica.
La società era divisa in tre classi (maschili):
  • cittadini
  • meteci o stranieri 
  • schiavi
 I cittadini erano i soli a poter possedere le terre e miniere e a esercitare il potere politico.
I meteci erano artigiani, commercianti, schiavi liberati e stranieri e non avevano diritto di voto.
Gli schiavi, invece erano solo una  proprietà, Aristotele,  li definiva “arnese animato” (empsychon organon).
Il discorso era rivolto ad una ristretta elite di proprietari terrieri maschi , colti e informati, e ben consci del loro potere.
Addirittura i giovani della classe dirigente non guardavano il Grande Fratello come oggi, ma erano invitati a seguire i corsi dei filosofi e ricevevano una theorikà, ovvero un sussidio per poter andare a vedere le opere teatrali.
Insomma , la democrazia allora era un sistema per garantire il controllo alla classe dirigente, e il sistema elettivo serviva ad impedire o rendere difficile la presa del potere da parte di un dittatore.
In ogni caso il discorso di Pericle è stato dirompente ai tempi e , sempre relativamente al periodo , denotava una larghezza di vedute encomiabile.
 
 
Ora che abbiamo ridotto il discorso nel suo contesto arriviamo a bomba, molti di voi avranno sentito questo discorso di Paolo Rossi, che addirittura venne cacciato via dalla televisione per anni.
Venne accusato di essere contro il governo Berlusconi di allora.
E il fatto che sia stato solo pensato una cosa del genere ci deve far pensare come eravamo messi nel 2007, ricordiamoci che aveva solo letto un discorso politico scritto circa duemilacinquecento anni fa.

Non che adesso la nostra democrazia stia tanto meglio.



 

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