Moscow round trip

Mosca è una bellissima megalopoli. Modernissima, lì si può assaggiare numerose emozioni, si scoprono cose sempre nuove, la tecnologia e la velocità ti travolgono. I russi non camminano: corrono veloci come il vento della steppa e questo fiume veloce mi ha fagocitato appena sbarcata al Domodedovo International Airport. Una marcia a grosse falcate veloci, riconosci un turista perché preso dalla foga della massa corre (i russi hanno un passo marziale velocissimo, il turista occidentale corre con la classica piccola falcata).

Arriva l’autista del mini pulmino per raccogliere il branco di lupi che mi porto dietro, i russi individuano subito chi comanda (ovvero chi ha le carte e i rubli). Così mentre parliamo chiede solo a me di portare il trolley. Io gentilmente rifiuto perché persone anziane stanno trascinando faticosamente la loro valigia pesantissima. Si ferma, mi guarda in faccia ed esclama: “Novichok?”. Abbiamo iniziato a ridere come due pazzi.

Dopo svariate incomprensioni in Russia ho capito bene una cosa, a livello locale se parli un inglese perfetto nemmeno ti rispondono. Se hanno voglia prendono smartphone o tablet e col traduttore portano avanti la conversazione. Dopo un minuto sentono che tra me e Paul non parliamo inglese e sempre ci chiedono da dove veniamo. “Siamo italiani”: smettono di parlare russo e iniziano a parlare un buon inglese e cambiano completamente atteggiamento. L’aria si distende e scopri che quasi tutti lo parlano.

Le macchine e i russi

Sempre gironzolando ho capito perché Berlino non può staccarsi da Mosca. Ora basta scendere per le strade e fare una rapida analisi. Mosca vanta un parco auto da sogno, in periferia le macchine sono meno costose ma sempre quelle sono le case automobilistiche. E’ impossibile non subire il fascino delle strade di Mosca, supercar e macchine da sogno in serie: Mercedes Audi BMW e Porche. Pure altri dovrebbero tacere: Jaguar Bentley e Range Rover a profusione. La loro 500 è la Range Rover. Ho la nausea di Range Rover a Mosca. Spesso a colazione trovavo nei locali la collezione delle riviste “Quattroruote” in russo.

I russi al volante: fate notare subito che i lupi della steppa sono anziani e deboli di cuore, date una mancia al conducente e non vi troverete dopo pannoloni pieni. Però anche qua ci sono eccezioni: leggete bene prima della contrattazione il nome del taxista e poi passate alla normale contrattazione. Spesso sono immigrati che parlano russo e che guidano utilizzando solo le grosse arterie urbane: in due ore fa solo 7 km. Quindi evitateli perché passano ore e ore per fare pochi km e non cercano percorsi alternativi. Il moscovita vero conosce tutti i percorsi, gli altri non mollano i percorsi impostati dal programma. La prima cosa che impari a Mosca è che si deve risparmiare il tempo.

I russi quando guidano osservano bene il semaforo: sanno quanti secondi di verde hanno oppure quanti secondi li separa dalla fine del semaforo rosso. Scattano come molle e pestano pesantemente sull’acceleratore.

Le Manie russe

  • Troverete una farmacia ogni chilometro.
  • Anche se piove lavano in continuazione marciapiedi e strade con autobotti che sparano l’acqua a pressione fortissima. Gli spazzini lavorano giorno e notte: lo sporco non esiste! I mezzi pubblici sono pulitissimi e le stazioni della metropolitana o dei treni sono luccicanti.
  • In tutti i bagni ho notato le loro tabelle di Haccp: chi pulisce ogni ora e chi ogni 30 minuti. Ovunque ho trovato bagni impeccabili sempre e ovunque.
  • Appena finisci una pietanza come falchi prendono piatto e stoviglie e portano via tutto. Tu non li vedi ma loro appaiono dal nulla e nel nulla scompaiono. A quanto pare impazziscono a vedere piatti e bicchieri vuoti.
  • Non ho mai visto bere acqua un russo. Se vedi una bottiglia d’acqua sul tavolo sei sicuro che è un turista. Amano le bevande alla frutta, amano il tè e la birra. Ma per una bottiglia di acqua fredda devi supplicare, per il ghiaccio ho rinunciato: ti guardano e cercano di capire perché a pasto vuoi bere acqua col ghiaccio.
  • Vanno pazzi per la pasticceria parigina e al https://cafe-pushkin.ru/en/ ho provato piacere nel farmi sodomizzare due volte il portafoglio. Amano il buon caffè e ovunque lo servono ottimo. Sono pazzi per il tè, una specie di istituzione religiosa. Ho preso una varietà costosa di tè e mi sono trovata davanti il maestro che ha preparato alla maniera cinese la profumata bevanda calda.
  • Regalano fiori e ci sono fioristi ovunque.

Moda e igiene

Tutti profumano e l’igiene personale è a livelli folli. Tutti vestono benissimo e abusano di profumo. Amano lo stile, sanno vestirsi bene e sanno accostare i colori forti. Le donne russe sono molto vistose, trucco e parrucco, tacchi e sguardi micidiali. Ho visto rari uomini con la barba e di solito erano islamici, di solito erano tutti freschi di barba appena fatta.

 

La religione

I Pope sono tanti e sono giovanissimi, a quanto pare non c’è crisi di vocazione. Una cosa mi ha colpito: il 5 ottobre ero alla Cattedrale di Cristo Salvatore. Milizia ovunque. Mi porto sul ponte pedonale che passa sopra l’isola Bolotny, mi dirigo verso Gorky Park e cammino circa per 4 km per vedere dove inizia la coda controllata in modo militare. Un silenzio assordante mi circonda, tutti pregano e leggono il loro libro di preghiere. La milizia controlla solo la sicurezza dei fedeli, ma i fedeli non necessitano di essere controllati o irregimentati. Erano esposte le reliquie di San Spiridione.

Le chiese ortodosse

Ne ho viste tante, tantissime. Scrigno e culla di cultura e di opere d’arte raffinate. In molte sono entrata e sono rimasta. Nessuno mi ha oltraggiato perché non portavo il capo coperto, hanno accettato la mia presenza e il fatto che a lungo mi sono soffermata per ore in silenzio. Quando entri in una chiesa ortodossa lì ti fermi e non esci più. E’ una esperienza mistica che mi ha colpito. Luci tenui e a volte quasi inesistenti, in penombra vedi icone e tantissimi affreschi non illuminati che puoi solo scorgere, l’incenso ti avvolge, il silenzio ti rende lieve e leggero, loro cantano e tu vieni rapito. Il ritmo circadiano.

La steppa

Sono andata in giro per giorni per sobborghi e per mercati favolosi (al Danilovsky mi sono divertita), gli esterni di Mosca a volte regalano sorprese. Basta prendere il suburbano, il treno elektrichki. Una lunghissima serie di frustate alla schiena ogni due minuti. Fa tutte le fermate. Stupenda la fermata il km 43: da sogno. Foresta, stagni, acquitrini, zone salmastre, verde furibondo e dacie coloratissime da sogno. La banalissima tratta ferroviaria Mosca – Sergiev Posad (Oblast’ di Mosca) regala dolci emozioni. Ed è alla portata di tutti.

 

I viaggi in treno sono curiosi e ti trovi davanti venditori di: colla, aglio, appendi-abiti, cancelleria e una formidabile attrice teatrale. Sento la porta dello scompartimento aprirsi. “това́рищ…» e un forsennato declamo incanta prima tre ragazzi di 16 anni e nei seguenti istanti tutto il resto del compartimento. Tutti si tolgono gli auricolari, tutti hanno gli occhi dolci e grandi (che vedi solo nei manga giapponesi), tutti si mettono sull’attenti e preparano rubli da mettere nella tazza mug. I tre ragazzini sono quelli che hanno maggiormente riempito la tazza della anziana signora.

La carità non è capita

Io ho commesso il terribile peccato di fare carità ai venditori del treno. Se fai un atto caritatevole occidentale ti guardano e cercano di capire che cazzo stai facendo. Loro si vogliono guadagnare il pane, la carità per loro è quasi offensiva. Non puoi donare così a cazzum.

La musica mi ha rapito

Nelle città dove il freddo regna sovrano le gallerie sotto terra sono lunghe, riscaldate e i collegamenti sono favolosi anche per evitare pioggia e vento. Nelle tratte metropolitane ci sono aree contrassegnate e ben distinguibili dove si esibiscono artisti. Musica classica, pop, rock e molto altro. Spesso mi sono fermata. E se vedete un gruppo di russi fermi ad ascoltare i musicisti vuol dire che questi artisti hanno veramente valenti attributi.

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