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Luigi Cesaro – ” Giggin’ ‘a purpetta” – un politico di razza


Continuo la mia esposizione ragionata del “meglio della politica Italiana, abbiamo parlato di Dell’Utri, di Scilipoti, di Mastella, tutte persone che rivedremo in parlamento , temo (tranne forse Scilipoti, che comunque ha tanti pazienti da curare).
Oggi parliamo di Luigi Cesaro , altro pilastro del PDL.
Luigi Cesaro nasce a San’Antimo il 19 Febbraio 1952, si laurea in giusrisprudenza e si mette subito in politica.
La sua carriera è lineare, Da socialista passa subito a Forza Italia e li rimane.
Prima di entrare in politica è stato arrestato nel 1984 e condannato a cinque anni per aver favorito camorristi legati a Raffaele Cutolo. 
Viene poi assolto dal Giudice Carnevale, famoso per aver stiracchiato molto il concetto di garantismo.
Cesaro Stesso ammette di aver avuto rapporti con Scotti e Cutolo, i pilastri della Nuova Camorra Organizzata  per una storia di raccomandazioni e tangenti , e asserisce di essere stato solo una vittima.
Scotti , invece parla di Cesaro come una persona che “aiutava”, fornendo denaro e supporto logistico , ma la sua versione non viene ritenuta valida dagli inquirenti (Il giudice Carnevale)
I problemi in politica per lui cominciano nel 1988, il Comune di Antimo , dove era consigliere viene sciolto per camorra (strano paradosso, a volte i camorristi sciolgono qualcuno , ma è un’altra cosa).
Sfugge alla cattura e comincia un breve periodo di latitanza, per una storia di finanziamenti pubblici e fatture truccate aggiungendo una cifra davanti al totale.
In pratica le fatture dell’appalto del sistema di illuminazione della cittadina di Sant’Antimo sono state presentate al Banco di Napoli ritoccate, e alcuni consiglieri comunali si sono intascate la differenza. Le malelingue parlano anche di una spartizione dei soldi con il Clan Bardellino.
Da quel momento la carriera di Cesaro , distintosi in quel modo non può fare altro che una progressione fulminante, il mio sospetto è che comportamenti di quel genere facciano curriculum, in certi partiti politici..
Nel 1996 finalmente diviene deputato , e subito dopo coordinatore per la Provincia di Napoli del PDL. 
Da quel momento i rapporti diretti di Cesaro con la camorra si fanno rarefatti, per lui , anche se i suoi parenti risultano spesso in affari con i clan dei Puca , Verde, Aprovitola e Bidognetti ovvero cointeressati come soci in diverse aziende.
Nel 2011 salta fuori una strana storia di fidejussioni false e di raccomandazioni.
Si sarebbe presentato insieme a Nicola Cosentino presso l’Unicredit  per richiedere la concessione di un prestito , garantito da documenti falsi.
Innumerevoli sarebbero anche gli intrecci del nostro legati a storie di appalti e spazzatura, ci sarebbe da scrivere un libro su questo, e infatti è stato fatto, La Peste di Tommaso Sodano e Nello Trocchia, ottima lettura che consiglio a tutti.

Però c’è un dubbio , proviamo a sentir parlare Cesaro:



il dubio è che lui sia soltanto “una testa di legno”, ovvero un rappresentante di interessi più grandi di lui, pare impossibile che costui si sia avvocato e che sia in grado di gestire autonomamente rapporti personali così complessi.

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