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L’Asfissia : Racconto

Mala vicini pecoris contagia laedunt
(Virgilio Ecogl., 1, 50)

Pianura padana , anno 47 dopo l’Asfissia

All’angolo tra via Roma e Via Cavour c’è un grande silenzio. Sono anni che nessuno fa manutenzione, ma non si vedono tante erbacce e animali in giro: La città sembr addormentata, sbiadita da decenni di esposizione agli agenti atmosferici.

In giro non ci sono uccelli nè insetti. Uno spesso strato di polvere grigia si accumula lungo i bordi dei marciapiedi.
Logico, le migliaia di tonnellate di prodotti chimici e disinfettante sparsi in giro prima della fine fanno ancora effetto.
Microincapsulanti. questo è il nome tecnico dei prodotti utilizzati, sono miliardi di di microscopiche sfere adesive cariche di disinfettanti e agenti fungicidi, è il motivo per cui quando andate in città dovete sempre proteggervi con maschera e guanti.”
Il professore del villaggio lo ripeteva, fino alla noia. e diceva sempre: “che non vi venga in mente di leccare qualche muro”.
La ragazza che passeggia pensa a quello, al silenzio innaturale dopo decenni, non si vede in giro neanche un piccione.
E’ vestita con un miscuglio di antico e moderno, indossa una mascherina fatta in casa, ma evidentemente ben fatta, una cuffia copre i capelli e le scarpe sono ricoperte da sacchetti bianchi. indossa guanti di pelle, e vestiti comodi e robusti. Arco in spalla e faretra al fianco, all’altro lato una sorta di accetta multifunzione, utile come arma e per sfondare porte ancora chiuse. attrezzi fissati in cintura e uno zaino floscio, per portare a casa il bottino recuperato.

Oggi è alla ricerca di acciaio inossidabile, posate, pentole a altri oggetti ancora utili, o da fondere per fabbricare nuove cose.
Malgrado siano passati tanti anni solo da poco la contaminazione si è attenuata tanto da permettere ai sopravvissuti di entrare in città. Negli ultimi anni esplose la mania di disinfettare tutto con gli incapsulanti, molti , presi dal panico comprarono le bombolette e irrorarono gli ambienti chiusi, morendo avvelenati in pochissimo tempo.
Una follia, come quasi tutto quello che successe ai tempi dell’Asfissia.
La ragazza trova un portone ancora chiuso, senza segni.
Non c’è bisogno di usare l’accetta, una spallata e cade giù, in una nube di polvere.
Entra nell’ambiente buio e accende una delle fialette luminescenti, dieci ore di durata, il laboratorio del villaggio ne fabbrica a migliaia.
Prima della fine tutti si rintanarono, anche se non c’era più l’esercito per le strade tutti volevano rimanere al “sicuro” dentro casa. Alla fine morirono per le esalazioni dei prodotti fungicidi. Troppo tardi si scoprì che erano tossici, alla lunga. Le febbri vennero sconfitte dai disinfettanti, ma il prezzo fu alto.

Nel villaggio di Sara, la nostra protagonista, vivono circa centocinquanta persone. Coltivano la terra e fabbricano da soli le cose che gli servono. Adesso che la contaminazione si è attenuta possono recuperare tante cose dalle rovine, anche se i libri, per esempio, sono ancora troppo tossici . Si leggono solo con guanti e maschera addosso, e prima vanno decontaminati.

A Sara piacciono, anche se fatica a capire di che cosa parlano, quei libri. Molte cose che succedevano a quei tempi la lasciano interdetta: il denaro, per esempio, nessuno riesce a capire a che cosa servisse, e perchè tutti ci tenevano cosi’ tanto, a quei pezzi di carta tutti uguali.

Le posate e le bottiglie di vetro sono ancora molto richieste, la fonderia solare brucia tutto, Anche l’alluminio va bene. La plastica invece…
Che cazzo ci facevano con tutta quella roba?” Pensa Sara, davanti ai più comuni oggetti di casa, paccottiglia sparsa dappertutto.
Bruciano male, e le microparticelle si appiccano inevitabilmente alla superfici porose. impossibile rimuoverle.
Da tempo non si fabbricano più oggetti di plastica, e quelli presenti nei negozi, ancora chiusi nelle loro confezioni quasi indistruttibili sono pericolosissimi: alla fine le microparticelle vennero inserite all’interno della plastica stessa, per “disinfettare”, dicevano.
Pazzi, dovevano essere tutti Pazzi, a quei tempi”.
Sara sale le scale buie con cautela, pronta a balzare via al minimo segno di cedimento.
La casa era nuova, a quei tempi, e non dovrebbero esserci grossi rischi.
Arriva davanti ad una porta chiusa. Picoret, c’è scritto sulla targhetta, nome di persone sparite da tanto tempo, fantasmi della storia.
Una spallata non basta, ma con due colpi di ascia la vecchia porta cede.
Tutto buio, ai tempi la gente, sentendo arrivare la fine chiudeva tutte le imposte e si sigillava dentro, come ad autoseppellirsi.
Di solito le mummie, conservate dalla assenza di insetti, si trovano in salotto od in camera da letto.
Anche questa volta tutto come da copione.
Una mummia, ben conservata fissa uno schermo gigante spento da decenni. Indossa mutande e maglietta, e il suo ghigno sembra una risata.
Lo spiegava il professore: “ le labbra si ritirano, a causa della disidratazione. ma non dovete preoccuparvi, sono morti, e non si alzeranno più, comunque le microparticelle hanno ucciso tutto, persino i batteri, non c’è pericolo di contagio.”
Le Febbri iniziarono nei primi decenni del Secolo Finale. All’inizio sembrò che fosse finita, ma le malattie si ripresentavano ad intervalli regolari, e mutavano. Non esistevano cure o vaccini, ogni ondata esigeva il suo tributo di vittime: i governi, presi dal panico cercarono di disinfettare tutto e di sconfiggere le malattie. Ci riuscirono, ma al prezzo della perdita del 99 per cento della razza umana. Quasi tutte uccise dalle microparticelle.
Sara si dirige verso la cucina, evitando le camere da letto.
La cucina è in ordine, come se il tempo non fosse passato, stranamente le imposte sono aperte ma i vetri intatti.
La luce del sole, in tanti decenni ha sbiadito tutte le superfici.
Tende di plastica , agitate dal passaggio di Sara si sbriciolano come carta.
Il frigorifero è da evitare, di solito è pieno di spore di muffa, una schifezza.
Apre i cassetti della cucina e tira fuori posate, utensili ed altro, facendo piano, per non sollevare lo strato di polvere depositato dappertutto.
Tesori da portare a casa, utensili di cui spesso ignora la funzione. molti , bolliti e lavati con diluente potranno essere addirittura utilizzati di nuovo.
Si ferma un attimo per guardare fuori dalla finestra, verso il giardino rinsecchito e morto per sempre. Gli è sembrato di vedere un’ombra sfrecciare, ma è impossibile.
Riempito lo zaino con alcuni chili di metallo tintinnante si dirige all’uscita.
Con un pennello traccia una pennellata rossa diagonale sulla porta da destra in alto fino a sinistra in basso.
nel gergo dei raccoglitori significa “casa ispezionata in parte” . Quando il giro è completo si traccia l’altra linea a formare una X. Un cerchio significa “pavimento pericolante” e così via.
Esce e traccia la linea sul portone di ingresso, e si dirige verso la campagna, al sicuro.
Si ferma un attimo , all’improvviso gli sembra di intravedere un’ombra passare lontano, lungo il loggiato. Incocca la l’arco in pochi secondi, Sara è allenata a colpire un piatto a cinquanta metri di distanza, e può lanciare frecce quasi al ritmo di una ogni pochi secondi, se servisse.
E’ solo la paura che gli fa vedere vita dove non può essercene, mette via l’arco e continua ad andare avanti, con gli occhi aperti.
Sara vede sul muro una scritta beffarda, una frase che vede dappertutto, una vera mania, ai tempi delle febbri, e scuote la testa, mentre si incammina veloce verso casa. Meglio no rimanere in città con il buio.


Andrà tutto bene

Postfazione di Nuke il Maledetto di Liberticida e Orazero

Mi sono reso conto che occorreva una spiegazione per gli elementi più inutili e stupidi della società, esseri ributtanti tipo gli impiegati del catasto, le Sardine e gli elettori di PD e Sommovimento intestinale ( a cinque stelle):

Avrete letto un racconto pessimista, vagamente legato ai recenti avvenimenti , che narra di una ipotetico futuro dove le scelte dissennate di un governo di imbecilli porta alla rovina una intera civiltà. nel caso non lo aveste capito si chiama allegoria: non vi sto a spiegare cosa significa, tanto non lo capireste senza andare a cercare su wikipedia. Il messaggio sottinteso della comunità di sopravvissuti è per voi, poveri scarafaggi: I sopravvissuti vivono riciclando e usando energia solare, in armonia con la natura e usando energie rinnovabili: e non conoscono neanche il denaro. E questo è possibile solo sterminando gran parte degli altri poveri pecoroni umani. Voi , tutti voi compresi, dato che nella nuova società sareste utili come un buco del culo ne gomito (cit.). E’ gente che lavora, quella.

Voi siete quelli che guardano spaparanzati sul divano in mutande alla TV il discorso del povero coglione che vi governa, sperando che questo altro essere insignificante risolva i vostri problemi. Orbi che si fanno governare da un cieco.

Il messaggio è subliminale, ma tanto non potreste capirlo. Beati voi, quasi quasi vi invidio.

Tornate presto a fare gay pride e a cianciare di uguaglianza e riunitevi stretti stretti, mi raccomando. Che il contagio porti alla fine a qualcosa di buono.