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LA “EASY LIFE” DEI WHISTLE BLOWERS

I whistle blowers (piccola lista su https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_whistleblowers) sono persone che espongono un illecito, un’attività disonesta o illegale che avviene all’interno di un’azienda: in queste sedi si possono trovare violazioni di legge, conflitti di interesse, frodi, violazioni sulle norme della salute/sicurezza e l’immancabile corruzione.
Ovviamente a seconda della barricata di appartenenza vengono visti come martiri, ma anche come traditori.
Subiscono regolarmente accuse e ritorsioni, non sono protetti in modo adeguato, spesso perdono il lavoro. Vengono ostracizzati e isolati, minano la loro credibilità, vengono accusati che le loro affermazioni sono senza fondamento, vengono ignorati usando la prassi delle indagini inadeguate, ma a volte vengono del tutto ignorati.
In casi pesanti distruggono la loro reputazione, vengono inseriti in una lista nera: per loro diventa difficile lavorare e perdendo il tenore di vita, soffrono di enormi tensioni familiari.

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Clearstream (http://studimonetari.org/articoli/falsoinbilancio.html): Denis Robert – giornalista francese e scrittore – nel 2001 denunciò il funzionamento opaco della camera di compensazione Clearstream. La fonte http://www.iconicon.it/blog/2014/06/clearstream-lava-piu-bianco/ afferma che il giornalista ha dovuto affrontare “312 procedimenti giudiziari, 62 dei quali hanno seguito l’intero corso, con Denis Robert che è passato relativamente indenne a tutto quello che aveva detto e scritto”. Grazie ai suoi libri Révélation $ e La Boite Noire, e al film documentario Les Dissimulateurs è stato citato in causa da : Francia, Belgio, Lussemburgo (da parte delle banche), Menatep (banca russa di Mikhail Khodorkovsky), BGL – Banca Generale del Lussemburgo (BNP Paribas Fortis) e, ovviamente, da Clearstream.
Swissleaks : tra il 2006 e il 2007 Hervé Falciani trafugò i dati di 130,000 conti bancari dalla sede svizzera di Hsbc Private Bank, negli anni successivi furono diffusi l’identità, i movimenti e i depositi (http://www.fiscooggi.it/files/u27/rassegnastampa/11.01.2011_03.pdf). Falciani è stato condannato da una corte federale svizzera a cinque anni di carcere perché colpevole di ‘spionaggio economico’ (La condanna è riconosciuta dall’Interpol come condanna politica. Nessuno lo può estradare se non per motivi politici).
Scandalo banca Ubs: nel 2009 Stephanie Gibaud – ex direttrice marketing di Ubs France – rivelò le pratiche fraudolente della banca consegnandole alla giustizia francese. Consegnò i dati dei clienti che si era rifiutata di distruggere (https://blogs.mediapart.fr/stephanie-gibaud/blog/240316/pourquoi-moi-lanceuse-dalerte-je-dois-quitter-mon-appartement). Nel 2012 è stata licenziata: da allora vive di sussidi statali.

Luxleaks: Antoine Deltour e Raphaël Halet, ex dipendenti della società di consulenza PricewaterhouseCoopers (Pwc), sono stati accusati di aver consegnato alla stampa i documenti sugli accordi fiscali segreti in Lussemburgo, all’epoca guidato dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker. I due analisti della Pwc, prima di licenziarsi nel 2010, hanno scaricato sul loro computer i contratti sui “tax rulings”, gli accordi fiscali stretti tra le aziende e il governo del Lussemburgo. Juncker quando guidava il Granducato, ha permesso a 340 multinazionali di eludere tasse per miliardi di euro. Antoine Deltour Antoine Deltour e Raphael Halet sono stati condannati il 29 giugno 2016: la Corte penale del Lussemburgo ha condannato Antoine Deltour a un anno di carcere, Raphael Halet a nove mesi (l’accusa è stata per furto, accesso illegale a database e rivelazioni di segreti commerciali).
Panama Papers: a metà giugno sarebbe stato arrestato a Ginevra il presunto John Doe (il nome fittizio del whistle blower), informatico dello studio legale panamense Mossack Fonseca. Durante la perquisizione dello studio panamense a Ginevra è emerso molto materiale informatico, le indagini in corso dovranno verificare se è lui il dipendente che ha sottratto le informazioni, diffuse lo scorso aprile. Sarebbe accusato di: sottrazione di dati, indebito accesso al sistema informatico e abuso di fiducia.

Come siamo messi in Italia?

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L’autorità nazionale anticorruzione – Anac – vorrebbe creare entro il 2017, una piattaforma online che permetta la denuncia di illeciti, purtroppo non tutelerà l’anonimato, ma dovrebbe tutelare l’interessato. Anac mira ad attirare chi desidera segnalare illeciti nella pubblica amministrazione.
I maggiori problemi nascono dal fatto che l’autorità italiana deve agire su una normativa che ha uno spazio d’azione limitato. Immancabilmente il disegno di legge è fermo al Senato anche se la legge è stata approvata dalla Camera (approvata a gennaio 2016, il titolo della legge è: “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato“).
Ovviamente manca tutta la parte che tutela la riservatezza del whistle blower, rimangono quindi a carico del soggetto tutte le problematiche legate alle ritorsioni che normalmente emergono dal datore di lavoro denunciato.

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E di loro cosa ne sarà?
Chi non finisce mai di stupirmi è il Parlamento europeo, che il 27 maggio 2016 ha approvato la direttiva 2013/0402 (http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2016/05/27-trade-secrets-new-directive/) per la protezione dei segreti commerciali:
“Il Consiglio adotta una direttiva che definisce le norme in materia di protezione dei segreti commerciali e delle informazioni riservate delle imprese dell’UE. La decisione fa seguito a un accordo raggiunto con il Parlamento europeo il 15 dicembre 2015. La direttiva, che stabilisce misure comuni contro l’acquisizione, l’utilizzo o la divulgazione illeciti dei segreti commerciali, è volta a garantire il buon funzionamento del mercato interno. È inoltre destinata ad avere un effetto deterrente contro la divulgazione illecita di segreti commerciali, senza minare i diritti e le libertà fondamentali o l’interesse pubblico, in particolare la pubblica sicurezza, la tutela dei consumatori, la sanità pubblica, la tutela dell’ambiente e la mobilità dei lavoratori.”
Con questa direttiva si inizia a proteggere i segreti commerciali e le informazioni riservate delle imprese dell’UE. Tutto fa presupporre che in futuro cercheranno di impedire sgradite rivelazioni sulle pratiche commerciali e finanziarie opache.

BY Alessia da https://liberticida.altervista.org/

 

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