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Il Telegramma Kennan:un avvenimento importante e misconosciuto, che probabilmente non è affatto quello che sembra.

Il Telegramma Kennan, la storia vista dagli occidentali.

Sono passati settanta anni dal lontano 22 febbraio 1946, non era ancora scoppiata la Guerra Fredda. La Seconda guerra mondiale era finita da pochi mesi e le potenze vincitrici stavano decidendo l’assetto geopolitico post-bellico, si doveva ancora decidere sul futuro della Germania.
Le grandi decisioni però riguardavano anche l’Europa, si stava per delineare lo spartiacque dove da una parte c’era la sfera d’influenza atlantista e dall’altra la sfera sovietica.
In molte nazioni europee si stavano per svolgere le elezioni e questa situazione era fortemente assoggettata alle diverse aree controllate dalle truppe occupanti: gli alleati a ovest della Germania, i sovietici a est.
La Germania e la sua capitale Berlino, erano state suddivise in quattro zone di occupazione: americana, francese, inglese e sovietica.

George Kennan venne inviato come capo diplomatico nella missione statunitense a Mosca dal luglio 1944 fino all’aprile 1946.
Kennan è conosciuto come “il padre della politica del containment”.
In seguito al discorso del Bolshoi tenuto da Iosif Vissarionovič Džugašvili Stalin il 9 febbraio 1946, inviò un lunghissimo telegramma in cui si descriveva la situazione dell’Unione Sovietica e le sue relazioni internazionali. Spiegò che l’URSS voleva espandersi fino ad arrivare al Mediterraneo additando questa politica come una diretta minaccia agli USA e a tutte le società capitaliste.
Il diplomatico inviò il telegramma (http://www.ntanet.net/KENNAN.html) al segretario di Stato Usa James Byrnes, dove sottolineava la necessità di una nuova strategia da seguire nelle relazioni diplomatiche con l’Unione Sovietica. Al «…fondo del nevrotico punto di vista del Kremlino sulle vicende mondiali – scrisse Kennan – c’è la tradizionale ed istintiva insicurezza Russa.»

In questo contesto Kennan esprimeva la sua valutazione in merito alla situazione politica in Unione Sovietica, spiegando come si orientava la politica estera di Mosca, proiettando le direzioni che avrebbe potuto prendere Stalin e suggerendo come gli Usa avrebbero potuto fronteggiare le iniziative sovietiche. Indicava l’Europa come baluardo contro l’URSS.
La politica estera sovietica era influenzata dal comunismo e ovviamente non vedeva di buon occhio i paesi capitalistici, questa premessa già evidenziava le acredini che avrebbero portato i due poli antagonisti a una coesistenza molto “fredda”.

L’Unione Sovietica puntava al controllo geopolitico degli stati in Europa orientale e voleva assicurarsi un gruppo di nazioni amiche per posizionare le basi sovietiche. L’Iran era strategico per le materie prime e per il controllo del Golfo Persico.
Il diplomatico affermò che il regime sovietico era in fase espansionistica, questa influenza doveva essere “contenuta” per preservare le aree strategiche degli USA. Esplose la politica anti-sovietica dell’amministrazione del presidente Truman e fu propedeutico per lo sviluppo dei programmi e delle iniziative sorte in funzione della Guerra Fredda e note come Piano Marshall.

L’analisi di Kennan per molti storici rappresenta la base della strategia del “contenimento” adottata dagli USA. Il teorico del contenimento successivamente prese le distanze dalla politica estera attuata dalla Casa Bianca, che accusò di non aver fatto le giuste considerazioni: “quello di comprendere, e riconoscere per quello che è, la natura del movimento con cui abbiamo a che fare”.
La politica sovietica era certamente aggressiva, ma questa per lui nasceva dal senso di insicurezza e dalla consapevolezza del leader sovietico in merito alle debolezze del suo regime.
Il suo punto di vista pone accento sul fatto che gli affari internazionali sovietici si sviluppavano su due differenti piani: il primo era legato all’industria pesante, il secondo era connesso alle infiltrazione comuniste occidentali in associazioni, sindacati, enti e organizzazioni.

Kennan aveva paura che quest’ultimo piano avrebbe potuto suscitare nell’occidente atlantista un diffuso malcontento nelle popolazioni, avrebbe fomentato disordini sociali o insurrezioni e la preoccupazione maggiore si legava all’influenza sovietica sui governi occidentali, atti a favorire gli interessi sovietici. L’influenza doveva “essere affrontata con lo stesso rigore e attenzione di un importante problema strategico di guerra e, se necessario, con spese non inferiori nello sforzo di pianificazione”.
Riuscì però a focalizzare il vero nocciolo della questione: la scarsa conoscenza reciproca: “sono convinto che oggi nel nostro paese ci sarebbe molta meno isteria antisovietica, se la realtà della situazione russa fosse meglio compresa dalla nostra gente. Non c’è niente di più pericoloso o terrificante come l’ignoto”.

Il diplomatico conclude affermando che gli Usa devono reagire con rapidità e fermezza per far fronte alla minaccia sovietica. Dobbiamo ringraziare questo “simpatico genio” della diplomazia se l’Europa è piena di basi Nato. Infatti nel marzo del 1946 Churchill tenne un discorso all’Università di Fulton-Missouri dove affermava: “Da Stettino nel Baltico a Trieste nel Mare Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente. Dietro quelle linee giacciono tutte le capitali dei vecchi stati dell’Europa centrale e orientale”.

Nella primavera del 1947 fu approvato il National Security Act, la legge sulla sicurezza nazionale – strumenti ritenuti necessari per affrontare tensione internazionale di lunga durata – vennero create due nuove strutture: il National Security Council (NSC) e il National Security Resources Board (NSRB). NSC aveva la funzione di consigliare il presidente riguardo all’integrazione delle politiche interne, estere e militari relative alla sicurezza nazionale. Il NSRB avrebbe dovuto coordinare gli aspetti militari, civili e industriali della mobilitazione generale, ma gran parte delle sue funzioni passarono al neo costituito Dipartimento della Difesa. Successivamente fu creata la Central Intelligence Agency (CIA), il National Military Establishment (NME) e il Joint Chiefs of Staff (JCS).

Il telegramma Kennan: la versione russa.

Questo è quello che dice la storia ufficiale, ma lo svolgimento dei fatti e le sue motivazioni potrebbero essere ben diversi.
Come riportato dagli archivi NSA – da cui si trae la copia del telegramma (la trovate nel link) – la trasmissione in alfabeto Morse comincia alle ore 9 di sera del 22 febbraio 1936, per terminare ore dopo.
Impossibile che i servizi russi, paranoici per definizione, non se ne siano accorti!
E’ difficile che i servizi stessi (già allora, come adesso, i russi dispongono di alcuni dei migliori matematici del mondo), non potessero decifrare il messaggio, inviato in modo così plateale e sospetto, ma forse già allora i codici americani erano “inviolabili”.
Il “segretissimo” rapporto fa il giro del mondo: vi sembra possibile, che tra le centinaia di persone che lo hanno letto, non vi fosse in mezzo almeno una spia russa?
Churchill stesso lo usa come ispirazione per il famoso discorso della “cortina di ferro”, tenuto il 5 marzo.
Per “sicurezza” gli americani decidono anche di pubblicare una parte di esso sul giornale “Foreign Affairs” nel luglio 1947. Per non “insospettire” i russi l’articolo viene firmato con lo pseudonimo di “mister X”, ma subito dopo i media e i giornali USA ribadiscono che dietro tale pseudonimo ci sia Kennan stesso.
Una curiosa serie di coincidenze.

A quel punto sul tavolo di Stalin il rapporto era già arrivato da tempo, con molte parti debitamente sottolineate in rosso. Se lo vogliamo analizzare bene, probabilmente è stato messo a punto da una serie di tecnici e professionisti, con uno scopo ben delineato.
Lo stesso Kennan dopo la guerra, a parte il rapporto, scrisse libri insieme ad altri autori come il leggendario John Lukacs, famoso saggista, con cui ebbe casualmente intensi rapporti epistolari nel periodo 1944 -1946.
La situazione geopolitica era particolare: da una parte la Germania sconfitta dall’esercito sovietico con l’aiuto degli eserciti occidentali e dall’altra il Giappone sconfitto dagli americani con l’aiuto dell’esercito inglese e sovietico.
Molti militari statunitensi ed inglesi simpatizzavano con i sovietici, dopo aver combattuto per anni insieme a loro contro lo stesso nemico: l’ideologia comunista ormai si stava diffondendo in molti paesi. L’impero sovietico era radicato in molte nazioni, queste erano costate decine di milioni di vittime e non aveva nessuna intenzione di cederne il controllo.
Malgrado tutto questo l’URSS non aveva – nel momento storico di riferimento – le risorse e le capacità di espandersi ulteriormente, infatti prima della seconda guerra mondiale Stalin fece di tutto per arrivare ad un accordo di non belligeranza con i tedeschi, era consapevole che il costo della guerra sarebbe stato enorme.

Ma gli americani avevano bisogno di un nemico, usarono come pretesto il rapporto Kennan: questo non era indirizzato solamente a quelli che adesso chiameremmo Neocons, ma era soprattutto indirizzato a Stalin stesso.
Il tirannico e paranoico “uomo d’acciaio” prese subito sul serio il rapporto, si sottolineava quanto fosse ricco il suo impero di risorse e di come il nazionalismo russo si fosse fuso così bene con l’ideologia comunista. In alcuni passaggi si ribadiva che i partiti europei socialdemocratici non erano altro che uno specchietto per le allodole, uno stratagemma usato dai reazionari per ingannare le masse e che “logicamente” i sovietici si sarebbero infiltrati con cellule comuniste nei vari paesi per sconfiggere il “falso socialismo”.
Glielo suggerivano apertamente!
Alcuni passi del telegramma, dove, per esempio, veniva descritto il comunismo come un maligno parassita, erano evidentemente studiati appositamente per fare infuriare Stalin, che ordinava la fucilazione di generali e ministri per molto meno.
Il fatto stesso che “l’autore” dello scritto fosse un diplomatico vicino a lui, ma intoccabile, serviva per aizzarlo ulteriormente.
Bisogna capire il contenuto: frasi del genere non erano destinate ai leader repubblicani e reazionari USA, erano destinate a Stalin stesso.
Ora con i suoi pragmatici successori, un mezzuccio simile non avrebbe certo funzionato, il Politburo avrebbe subito pensato ad una manovra per ingannarli o per costringerli a fare qualcosa che non vogliono.
Ma Stalin ingoiò l’esca con tutta la lenza, memore del terribile inganno dei tedeschi, che si erano professati suoi alleati. Durante il periodo di diffusione del rapporto, le relazioni tra USA-URSS erano ottime, solo in seguito si sarebbero deteriorate. Purtroppo Stalin, leggendo quelle pagine, non poté fare a meno di pensare di essere davanti a un nuovo inganno, credette di essere veramente di fronte alla doppiezza occidentale.

Da lì in poi gli eventi si svolsero secondo il piano.
I tecnici tedeschi portati in Russia vennero impiegati per lo sviluppo delle nuovi armi atomiche, la guerra fredda era alle porte.
Infatti dal 1947 ambo le parti hanno dato il via alla corsa agli armamenti, ingerenze negli affari interni delle nazioni alleate, destituito governi (qua gli americani sono dei veri campioni), organizzato colpi di stato (anche qui gli americani sono dei veri maestri),danneggiato le economie dei paesi non-allineati (ho detto Sud America?), sostenuto regimi dittatoriali (qua gli Usa hanno preso la laurea honoris causa).

Cronologia dello scoppio della guerra fredda:
1945: muta la percezione americana dell’URSS da alleato ad avversario e nemico
– 1946: ampio dibattito interno all’amministrazione Truman sulla svolta in politica estera
– 1947 :la svolta si traduce in politica con la dottrina Truman e il piano Marshall
– 1948 – 1950: le scelte politiche ed economiche si traducono in scelte militari con la nascita del Patto Atlantico nel 1949 e la guerra di Corea del 1950

Grazie Kennan e soci, commovente quello che avete regalato alla storia…
unforgettable with love

BY Redazione di Liberticida

Fonti:
http://merlino.unimo.it/campusone/web_dep/materiali_discussione/0405.pdf
https://it.wikipedia.org/wiki/George_Frost_Kennan
https://it.wikipedia.org/wiki/Lungo_telegramma
http://www.ntanet.net/KENNAN.html

Bibliografia:
Foreign Relations of the United States (FRUS) 1946, Volume VI Eastern Europe; “The Soviet Union,” published in 1969
Kennan, George F., and John Lukacs. George F. Kennan and the Origins of Containment, 1944–1946: The Kennan-Lukacs Correspondence. Columbia: University of Missouri Press, 1997.

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