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Idee per vincere la crisi – Una modesta proposta per moltiplicare il PIL italiano.

Oggi parliamo di quel simpaticone di Keynes, un economista abbastanza illuminato e visto malissimo dagli attuali gestori di banche centrali e ministeri.

Cosa diceva costui?

“Il moltiplicatore del reddito è pari a 1/(1-c) dove c è la propensione ai consumi, pari alla derivata prima del reddito (PIL) rispetto ai consumi. Poiché il PIL è composto da consumi e risparmi (e spesa pubblica), c è compreso tra zero e uno come il termine (1-c); perciò la frazione 1/(1-c) è maggiore di 1 ed è detta moltiplicatore. Il termine (1-c) è la propensione al risparmio, che è opposto al consumo, una rinuncia di consumo.”

Tradotto in linguaggio umano significa che quanto è più piccola la propensione al risparmio ossia tanto maggiore è la propensione ai consumi, tanto più alto è l’aumento di ricchezza nazionale.

Se i soldi non si fanno girare l’economia va in depressione.

Vediamo cosa succede in Italia, malgrado i depositi bancari siano in costante aumento le banche fanno sempre più difficoltà a erogare prestiti, per motivi troppo complicati da spiegare in due parole il denaro rimane immobile e viene utilizzato per riserva frazionaria e, soprattutto per acquistare debito pubblico.

I ricchi preferiscono i Bot all’acquisto di beni, quando già hai uno yacht e una Ferrari , a cosa ti serve comprarne un’altra?

E qui ipotizzo una bella iniziativa per dare impulso all’economia.

Moltiplicare il reddito nazionale.

Basta solo avvicinarsi alle proprietà di un benestante, in pochi semplici mosse, accadrà qualcosa di meraviglioso.

Esempio pratico di moltiplicatore del PIL

Per esempio , lanciando un grosso, pesante sasso contro i vetri delle finestre delle case patrizie si darebbe impulso a tutta la filiera dei costruttori di infissi, chi deve fabbricare un vetro nuovo, chi deve installarlo, l’assicuratore che deve stilare un rapporto, il poliziotto che deve fare le indagini , ecc. ecc.
E tutto con solo rompendo dei  maledettissimi vetri di finestra.
Immaginate cosa succederebbe se, presi dal legittimo desiderio di risolvere la crisi, si andasse oltre, che so , entrare nottetempo nelle ville per fare a pezzi mobili, suppellettili, vestiti  e altro, fino a demolire parzialmente l’abitazione, sempre in nome della ripresa.
Con migliaia e migliaia di cantieri aperti per ristrutturazione interi comparti produttivi rifiorirebbero.

Come aiutare l’industria automobilistica?

Semplice, basta un po’ di fantasia, e dar fuoco a tutte le automobili di grossa cilindrata di produzione straniera.
I poveri ricchi prima o poi si rassegnerebbero all’acquisto di prodotti italiani.
Distruzione selettiva e tanto lavoro per i poveri operai di Maserati e Lamborghini, tanto vessati dai maledetti tedeschi, che si ostinano a fare auto che vanno bene e non si rompono, non è leale!
Ma attenzione , bisogna essere sicuri di avere di fronte un personaggio in grado di ripagare il danno causato li suoi possedimenti, altrimenti si finirebbe solo per deprimere l’economia.

Ecco un robusto giovanotto che ha cominciato a dare impulso all’economia.

Ci troveremmo avanti due figure importanti, il benestante che accetta di buon grado le perdite, tanto sa che il rifiorire dell’economia lo ripagherà, prima o poi.
E tanti , oscuri volontari. che , sfidano l’addiaccio e i vigilanti per andare nottetempo a distruggere, veri salvatori della patria.

Per partecipare anche noi a opere tanto meritorie, basta poco….

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