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Gli annunci di lavoro:. un fenomeno strano e dovuto a molti fattori. Indovinate chi ci rimette?

Ringrazio l’aiuto del Consulente dei Nuovi schiavi, che mi ha fornito delle dritte.
A molti sarà capitato di vedere , nella casella della mail, infestata da centinaia di annunci e altro, delle offerte di lavoro.

Non le solite che si vedevano una volta, tipo:
“cercasi cuoco con esperienza, per ristorante prossima apertura”
Oppure
“tornitore di ottavo livello cercasi, con esperienza su sistemai xxx “

Lavori normali, per gente normale.

Il sospetto che qualcosa non torni mi è venuto leggendo gli annunci tipici pubblicati in questi giorni:

“cercasi ingegnere nucleare, con laurea di almeno 130 /110 e superlode con conoscenza ottima, scritta e orale delle seguenti lingue:
Inglese, finlandese, swahili e turco anatolico.
Reduce da una esperienza pluriennale come manager di centrale nucleare a neutroni veloci raffreddata a piombo, motivato e disposto ad imparare ( cosa?).<

br />Pagamento in voucher, e buoni pasto”.

Uno scollamento tra la realtà della retribuzione e le competenze richieste allucinante.
Persino gli addetti alla registrazione degli annunci si chiedono: ” ma che cazzo vogliono questi qui?

Il mio agente all’Avana, il Consulente dei nuovi schiavi, ovvero colui che la gestisce, una agenzia per il lavoro, mi ha spiegato che cosa diavolo succede.
E mi ha suggerito la “parafrasi  marina” per delineare i vari tipi di disoccupato.

La parola chiave oggigiorno è sempre “metaobiettivo” o “metafinalità”.
In parole povere….MALAFEDE.

Gli annunci di lavoro sono da dividere in due categorie: genuini e non genuini in rapporto all’assunzione.

Nel caso si ricerchi grandi competenze attinenti, abbiamo di solito due possibili obiettivi: annuncio di cacciatori di teste per probabile ma non per questo reale posto di lavoro, banca dati di medio e alto livello; annuncio finalizzato ad assumere un lavoratore di un’azienda direttamente concorrente.
Ovvero l’annuncio è studiato a tavolino per attirare dei dipendenti di una azienda che lavora nello stesso settore di quella che ha commissionato la trappola.
Doppio danno, il concorrente ha formato quello che adesso è un tuo schiavo, e deve spendere ancora altri soldi per averne un altro.
Li possiamo definire Tonni, ovvero pesce particolarmente pregiato capitato nella rete degli annunci, lavoratori molto competenti adatti per impieghi di alto livello.

Ovviamente anche quelli che non corrispondono perfettamente sono preziosi, si tratta comunque di persone di  livello che finiscono nelle banche dati delle agenzie specializzate.
L’agenzia che li ha inseriti per prima nel sistema si beccherebbe comunque una fetta della commissione, in caso di assunzione.
E questo chiamiamoli “orate” sono comunque preziosi, dato che facilmente costoro potrebbero trovare lavoro. Più facilmente rispetto al pescato meno pregiato, ovvio.

Se invece l’annuncio è palesemente farlocco, tipo la conoscenza delle lingue  e una laurea in scienze economiche richieste per un posto da commesso, allora è chiaro, si tratta di una “pesca a strascico” per ottenere dati di persone “assumibili”, un modo per rimpolpare la banca dati.

Se invece il curriculum che arriva è palesemente non coerente con le assurde richieste, siamo davanti al “merluzzo base” ovvero il pesce meno pregiato, che comunque può generare fatturato.

Ovvero il disoccupato disposto a fare qualsiasi lavoro.

Una volta selezionati i “pesci” in base alla pezzatura più o meno “pregiata” si comincia a lavorare sui “merluzzi”, i Tonni e le “orate”  finiranno oggetto di agenzie specializzate.

Ovviamente, tu, agenzia che hai pubblicato centinaia di annuncia accattivanti e farlocchi, ottieni una bella pesca, ovvero hai tanti iscritti nella tua banca dati, e maggiori possibilità che qualcuno di questi venga assunto, generando un fatturato.

Poi cerchi tra i Merluzzi e piazzi dei “prodotti” ovvero corsi finanziati dalla Regione, dal Comune o che “costano poco”.
E li puoi smistare in base al curriculum gentilmente fornito dai merluzzi stessi, chi ha scarse conoscenze informatiche lo invii verso un corso di computer, chi non sa l’inglese… marketing puro.
Il “consumatore” che fornisce direttamente al “venditore” i punti deboli su cui lavorare.

Rimane poi le ultime selezioni del pescato, ovvero il mare dei contributi (FSE,GAGI,ecc).
Purtroppo quei birichini dei politici hanno pensato di erogarli solo se il disoccupato ottiene un lavoro, ovvero una percentuale infima degli iscritti.
Ok, sono sempre soldi.
Tra migliaia di disperati qualche sfigato che alla fine il lavoro lo trova c’è sempre.

Ma una simpatica novità arriva all’orizzonte, i nuovi contributi universali NASPI.

il bello della faccenda è che, se il lavoratore non riesce a trovare lavoro nei mesi previsti dall’assegno, arriveranno ulteriori mesi di contributi, ma non in denaro, bensì in voucher per corsi di aggiornamento.
Questo solo se l’ex lavoratore appartiene alle classi di pesce meno pregiato, ovvero i merluzzi vicini alla pensione o con basso reddito.
A questo punto l’agenzia o il centro per l’impiego non deve fare niente, solo imbottire il disoccupato di chiacchiere fino ad arrivare ai soldi veri ovvero i contributi elargiti per i corsi di aggiornamento.

Si lucra direttamente sul disperato, e più è sfigato più soldi potrà portare all’agenzia che se lo prenderà in carico.

Finché non finiranno i contributi, ovvio, poi gli si stringerà la mano dicendogli:
“adesso sei pronto, va! il mondo è tuo!”

Vi abbiamo già detto che chi può deve andarsene dall’Itaglia, vero?

Ovviamente dovete analizzar e il vostro profilo, se siete “Tonni” o Orate” partite subito, se siete “merluzzi” ovvero dei poveri disgraziati privi di competenze, beh, considerate che un posto da pulitore dei gabinetti ad Amburgo paga molto di più che a Milano.
Dovrete solo lottare con gli immigrati, per procurarvelo.



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