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Cosa sarebbe potuto essere: riflessioni sull’attentato di Berlino.

Alcune libere considerazioni sull’attentato di Berlino.

Immaginiamo un giovane sbandato, Tal Amri, conosciuto dalla polizia italiana e tedesca con innumerevoli alias , un piccolo delinquente marginale.

Un bel giorno costui incontra alcuni benefattori, che gli forniscono qualcosa da bere, rifugio e un po di soldi. In rete già ci sono alcuni suoi video integralisti, il solito Bellingcat, un sito tanto caro ai servizi occidentali ricostruisce parte della storia. Diversi account facebook, comodissimi e intestati ai diversi alias del nostro eroe, con video inneggianti alle guerra contro gli infedeli e collegati ai parenti tunisini di Amri e a reclutatori Jhadisti. Ma che comodità, davvero.

Sia come sia il coglione finisce a Milano, trattato bene, magari con qualche ragazza a fargli compagnia.

Grazie a qualche sonnifero nella birra o nel liquore è facile farlo dormire, prendergli i documenti e lasciarlo qualche giorno istupidito in un appartamentino in periferia.

Nel frattempo si preleva il suo DNA, il suo decreto di espulsione, e anche le impronte.

7001mikrosilkit

Fare dei calchi delle impronte digitali è facile, basta comprare in rete uno o due tubetti di Mikrosil, un materiale siliconico bicomponente, molto usato in ambito forense o un prodotto simile. Prodotti che, anche se riscontrati durante le analisi non sollevano sospetti, dato che sono abitualmente utilizzati per rilevare impronte in modo affidabile.

Cinquanta euro di spesa al massimo e otterrete una serie di “timbrini” in gomma per riportare facilmente le impronte di chi volete su qualsiasi superficie liscia.

Ricavarli da un bicchiere o da una bottiglia di vetro è veramente una fesseria.

In questo video si spiega (più o meno) come usare questa tecnica per duplicare una impronta e grazie al “timbrino” ottenuto azionare device o mettere in moto auto che richiedono una identificazione “digitale”.

Una volta preparato il tutto un vostro uomo, di corporatura e aspetto simile al coglione, ruba un camion,camion che parte a trecento metri dal luogo dove è stato ritrovato Amri, che coincidenza.  Commette il fattaccio a Berlino, lascia tracce ed impronte sulle portiere, infila il documento sotto il sedile ( non sia mai che anche i poliziotti tedeschi siano semideficienti) e il gioco è fatto.

Poi si sveglia il poveretto, si infilano biglietti del treno e documenti nel suo zaino, gli si dà qualche soldo e una pistoletta calibro .22 e lo si manda con una scusa al centro islamico di Via Tasso, vicinissimo al luogo dove è stato ucciso. Nel frattempo gli ignoti benefattori avvisano carabinieri o polizia.

Se anche non fosse stato provvidenzialmente ucciso, chi gli avrebbe creduto?

Ma porca Pupazza, scusate il francesismo, dovremmo credere che il camion parte a trecento metri dal luogo dove verrà ritrovato Amri? Con tutta l’Europa in cui fuggire finisce proprio lì? Ma il camion non era stato rubato a Berlino?

P.S. potrebbe essere stato benissimo Amri a fare l’attentato, ma visto che siamo davanti ad una creatura evidentemente stupida come un comodino, non sembra essere la persona cui affidare un compito del genere.

P.P.S. dimenticate le impronte digitali (e anche il DNA) come prova principe, ormai le impronte digitali sono facilissime da duplicare, e piccolissime porzioni di DNA sono altrettanto facili da trasferire sul luogo del delitto. Ditelo anche agli inquirenti, che fanno finta di non saperlo, e da anni.

By Nuke di Liberticida

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