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Come riconoscere se un “terrorista” è “buono” o “cattivo”, il bello della propaganda occidentale.

I prodi Marines ci hanno insegnato che i “terroristi” sono divisi in varie categorie:

  •  quelli “buoni”, che lottano contro un governo malvagio, corrotto o soprattutto, nemico degli Usa.

 
 Free Syrian Army – Buoni.

 

 Peshmerga – Buoni, ma solo in Iraq, birichini in Iran e cattivi in Turchia.

 Praviy Sektor – Ucraina – più che buoni, angeliche e innocenti  vittime dell’invasione russa
  •  Quelli “birichini” tipo gli esponenti di Al Quaeda, feroci e integralisti, ma c’è di peggio.

 Al Quaeda, Libia  e Siria = Birichini. Cattivi in Algeria, Sudan e Nigeria.
 
 Hamas – Birichini, tendenti al buono.
  • Quelli “cattivi”
 
Al Fatah – Cattivi
ISIS – Cattivissimi al cubo, si capisce anche dalle foto, non ridono mai.

Quelli “cattivi” ammazzano i civili e lottano per il potere come gli altri due, usano le stesse armi, sono sovente negli stessi territori e uccidono gli ostaggi decapitandoli nel modo solito, e dicono di Odiare gli Usa come quelli “birichini”.
Il fatto che taglino le teste inneggiando alla guerra contro gli usa?
Beh anche  altri lo fanno spesso, e da anni.

Francamente se togliessero le bandiere e gli stemmi di riconoscimento farei molta fatica a riconoscere gli uni dagli altri, si vede che gli Usa hanno trovato un modo per distinguerli nelle immagini satellitari:

“i cattivi sono quelli che non fanno cosa vogliamo noi”.

Provate ad immaginare un militare usa, nel deserto siriano, vede una immagine in lontananza, un uomo in abiti civili imbottito di armi.
Come fa a capire se costui è di quelli “buoni”, birichini” o è un “cattivo”?
O se è un normale civile, che vaga in una zona dove girare armati equivale a prendere l’ombrello mentre piove.
Forse usano una parola d’ordine.
O una stretta di mano segreta.
Presentarsi come americano non aiuterebbe, in estremo oriente di solito questo farebbe scattare una feroce aggressione  , per puro riflesso condizionato.
Sventolare un pacco di dollari non aiuterebbe, tutti e tre i tipi dei terroristi si vedono arrivare denaro dalle fonti più impensabili, i malpensanti dicono addirittura dagli Usa.
Deve essere per quello che l’opzione di inviare soldati sul territorio non è contemplata.
Rimane solo un modo per guidare a destinazione gli infallibili missili e bombe “intelligenti”.
I “terroristi” buoni indicano la posizione del bersaglio, di volta in volta.
E di tanto in tanto Ahmed o un altro tizio  che non volevano  restituire da tempo un prestito di centomila lire siriane, avrà una bella sorpresa.

Ovviamente volevo essere provocatorio, voglio solo far notare che i membri di Al Quaeda e i Peshmerga, le stesse bande armate combattute per anni, all’improvviso diventano  “i buoni”.

Per me qualcosa non quadra.

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