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Alessia attraverso lo specchio: viaggio in un paese strano.

Alessia è una bimba giudiziosa, vestita con un abitino rosa e a strisce. un calda mattina d’estate va in soffitta e trova uno specchio.

Un grande specchio, coperto da una tovaglia diventata ormai grigia, per gli anni.

Toglie la coperta e subito, tra sè, dice:

“ma guarda come è trasparente questo specchio, non c’è neanche polvere, parrebbe quasi che si possa passare attraverso:”

Allunga una mano e, come per magia la mano passa davvero attraverso la superficie, senza nessuna resistenza.

“andiamo a vedere cosa succede” e, senza un momento di riflessione, Alessia è anche un bambina avventurosa, oltrepassa quella che in realtà è una porta.

Subito si trova in una altra soffitta, uguale a prima, ma sottilmente diversa, i colori sono più smorti, e i rumori ovattati.

Decide di farsi un passeggiata, pensa

“cosa mai mi può succedere in un posto così tranquillo”.

Esce per strada e non incontra nessuno, se non qualche sagoma che veloce si dirige dentro una delle tante case, per poi chiudersi dentro a doppia mandata.

“sembra tutto uguale a casa mia, ma dove sono le auto?”

Cammina cammina arriva vicino da un parco pubblico, per bere ad una fontanella, e, da sopra sente una voce:

“ciao bambina, dove vai?”

Guarda sopra di se e non vede niente, anzi  non proprio niente.

Qualcosa c’era, solo un paio di grandi occhi marrone e una grossa bocca, piena di denti appuntiti.

“chi sei tu?”  Alessia, stranamente non aveva nessuna paura, aveva visto tante cose strane , in passato e ormai aveva imparato che le persone pericolose sono sempre quelle che non lo sembrano per davvero.

“sono il gattone” disse la bocca senza corpo, con un lungo, peloso accento felino.

“gattone, quale gattone?”, fece Alessia.

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“lo Stregatto, ovvio”, e il corpo del grande felino apparve, steso mollemente sul ramo.

Bocca grande, corpo enorme, un poco grasso, una lunga coda e il pelo viola lo identificavano come un gatto non proprio normale.

” forse un gatto parlante non è proprio normale – pensò Alessia- ma sembra un gattone bene educato”

“Caro gattone, dove siamo?”

“Ma come bambina, non lo vedi, in Itaglia?

“Itaglia?”

“Si, cosa c’è di strano?.”

“Beh, Gattone, raccontami qualcosa di questo paese, dove sono finiti tutti?”

“Cara Alessia, sono passati non tanti anni da quando vinse il Sommovimento, e ormai i vecchi sono andati, e i giovani , pure.”

“Sommovimento? Andati?”

“si, bambina, il Sommovimento era un partito che non era un partito”.

“Come un gatto  che è lungo due metri, di colore viola, sa parlare, sa rendersi invisibile e non è un gatto?”

“Vedo che capisci bambina, ecco la storia”

“Il Sommovimento era un partito senza partito, non c’erano politici, non c’erano direttori, neanche soldi, e ognuno, dicevano valeva come tutti gli altri, cioè zero”

“Un piccolo gruppo decideva tutto, dopo aver fatto votare gli altri, e a turno gli elettori occupavano le cariche pubbliche”.

“Anche quelli che non erano capaci di fare niente?”

“Sei intelligente per la tua età, bambina, non te lo hanno mai detto? Certo, soprattutto quelli che non sapevano fare niente venivano scelti, si pensava che così non potessero rubare. All’inizio provarono anche a incaricare della cosa pubblica dei mattoni, ma questi non riuscivano, chissà perché, a obbedire agli ordini dei sei che pendevano per davvero le decisioni”

“che strane persone – Disse Alessia – E molti li seguivano?”

“Tantissimi, bambina, tutti quelli che erano stufi degli altri partiti, quelli che rubavano”

“Beh, se non rubavano non potevano essere cattivi”

Il gattone sospirò: “era quello che dicevano tutti, non sanno fare niente , non possono essere peggio di quelli che sanno fare le cose male”

“Ma chi li guidava? – Disse Alessia – facevano tutto da soli?”

“No, bambina, in realtà l’idea di creare il partito che non era un partito nacque da lontano, da sussurri di stregoni al di là del mare lontano. Le idee, poi le fornirono di Cinque Saggi Maghi, riuniti dal presidente Ippopotaletano”

“Ma che strana questa Itaglia! E poi cosa fecero?”

“Il sommovimento si unì agli altri partiti che fecero di tutto per ridurre il potere del parlamento, per renderlo governabile

“che strana parola, cosa significa?”

“significa che anche se non tutti sono d’accordo chi decide decide, e basta.”

“non mi piace questo Governabile- pensò Alessia – Deve essere una persona davvero cattiva”.

“Per rendere il paese Governabile si pensò di cambiare prima il sistema elettorale, poi il modo di votare. chi voleva votare poteva farlo solo andando a registrarsi in appositi elenchi, ogni tot mesi, procedura lunga e complicata. Chi era deluso dai partiti ladroni smise di registrarsi, ed i vecchi, che trovavano sempre scomodo perdere tutto quel tempo, smisero pure loro.

Il Sommovimento ebbe una bella idea , il Minimo.”.

“Cosa era il minimo?” fece la bimba, confusa.

“Il Mimimo, con la M maiuscola, bambina, erano dei soldi che venivano dati alla gente per non fare niente.”

“Siete sempre più strani, voi. e chi lo prendeva?”

“Più che altro quelli che non sapevano fare niente, o che non avevano voglia di fare niente, gente con un sacco di tempo da perdere. Il sommovimento però disse loro che, se volevano il Minimo, dovevano votare per loro, altrimenti… Costoro si registrarono in massa e accorsero tutti a votare, come una vero esercito di sfaccendati, in fila per il Minimo.”

Alla fine, – continuò il gattone– dopo tanta fatica il Sommovimento prese il potere, e subito si accorse che non poteva fare niente. i soldi erano finiti, non ce ne erano abbastanza per tutti. La colpa, dissero era dei pensionati e degli statali, che prendevano Troppo, rubandolo al Minimo.

Chiamarono un famoso giardiniere, detto Fondo Internazionale, costui da anni andava in giro per il mondo a tagliare a chi aveva Troppo.”

“Che brutta cosa, e tagliargli via il Troppo faceva male?” Fece Alessia.

“Si, cara bambina generosa e sensibile, faceva male eccome, ma non avevano votato, e non contava. Il Troppo venne diviso, una parte ai debitori,l’Itaglia era piena di debiti con tutti e un’altra a quelli che aspettavano il Mimino.”

“Ma non bastava, dovettero vendere tutti gli ospedali, dato che i pensionati continuavano a vivere, gli ingrati, togliendo il Minimo a chi se lo era duramente guadagnato.”

“Alcuni grandi stregoni, chiamati Assicurazioni, comprarono tutti gli ospedali.

Alcuni di questi curavano chi non poteva pagare, tipo i poveri e i Minimi, curandoli poco e male.

Gli altri, che potevano pagare vennero trattati meglio, ma fino ad un certo punto. Le loro assicurazioni pagavano le cure fino ad un limite che chiamavano Massimo,poi, finito quello,  smettevano di pagarti le cure.

“Che cattivi, – disse Alessia,- e se non potevano pagare, cosa succedeva?”

“Logico, – fece il gattone- se ne Andavano, come i poveri.”

“E poi cosa successe?”

“quello che doveva succede, bimba, molti se ne andarono dall’Itaglia, quelli che volevano fare qualcosa, spaventati da tasse e da tanti vecchi che se ne Andavano.

Anche i ricchi scapparono, quando videro che non ere tanto divertente girare per città semivuote.

Sono rimasti solo i Mimini, che girano frettolosamente per procurarsi il cibo e poi tornano a casa, aspettando la busta con il Mimino, che ogni volta arriva sempre più in ritardo.

“Ora ti devo salutare”, fece lo Stregatto ” L’Itaglia non mi piace tanto, ci si annoia, vado pure io.”

“Torna a casa, bimba, prima che faccia buio e i Mimini escano a cercare qualcosa da mangiare”.

Alessia tornò nella soffitta di corsa, lungo strade deserte, e si fiondò attraverso il passaggio.

“Che strana questa gente, per fortuna che da noi è diverso”

 Scritto da NUKE. di Liberticida

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