Terra Dei pazzi : Basi Nato, gas, e crisi, grossa crisi.

la Nato che non c’era.

Fervono le attività americane per costruire basi lungo il Mar Nero, prima che sia troppo tardi e la caduta del regime instaurato dopo il colpo di stato di tre anni fa lo renda impossibile.

La mappa è chiara, si sta lavorando alacremente per creare basi militare, soprattutto grossi spazi destinati alle esercitazioni, spesso distruggendo alcune riserve naturali.

1) Base navale a Ochakov, lavori iniziati il 25 luglio,diventerà la base navale principale degli Usa, creata per fronteggiare la Crimea.

2) base navale di supporto e logistica, situata vicino ad Odessa

3) poligono di 29 mila ettari, destinati a esercitazioni con aerei, carri armati e forze terrestri, a scopo di addestramento e formazione.

4) altra località adibita in passato alle esercitazioni in era sovietica, famosa per il suo terreno sabbioso simile a quello dei deserti africani e mediororientali. Diventerà una altra zona di addestramento per carri e artiglierie.

5) altro poligono di prova, più piccolino, solo poco meno di tremila ettari, il parco della laguna di Tuzla diventerà un banco di prova per armi sperimentali.

In Ucraina è vietato creare basi militari ed insediamenti dedicate a truppe straniere, per cui da circa tre anni si sta rinnovando mensilmente una serie di “esercitazioni congiunte” con la partecipazione di militari provenienti dalla Polonia e dai paesi anglosassoni.

Se non fosse impossibile direi che sono Seabees, ovvero genieri della marina statunitense, e non soldati ucraini.

Peccato che il 25 luglio scorso gli americani abbiano addirittura “posato la prima pietra” della base a Ochakov, con tanto di foto ricordo, ovviamente pubblicata si internet. ma occorreranno anni, per finire la basi, e non è detto assolutamente che ci riescano. Il primo gennaio 2019 è molto vicino.

Guerra del gas.

lo scontro titanico, ancora non bene evidenziato dai media occidentali tra Usa da una parte e Russia e Cina dall’altra non si sta certo placando. la guerra per il controllo del gas naturale destinato al mercato europeo è ancora in corso, e il colpo di stato americano e la guerra in Siria, oltre alla guerra in Ossetia, il colpo di stato fallito in Turchia e altro sono alcuni dei teatri dove si combatte.

La maggior parte del gas destinato al mercato europeo proviene dall’ucraina, ma la percentuale è in continuo calo. Da una parte si sta cercando di costruire impianti di riclassificazione, presumibilmente per importare costoso gas liquefatto a -143 gradi dagli Usa. peccato che non ce ne sarà mai abbastanza non dico per sostituire il gas russo, ma per ripianare l’esaurimento del gas prodotto dai giacimenti europei.

Lo scontro adesso si sposta verso la Germania che ha già un primo ramo del Nord Stream attivo, ovvero una conduttura sottomarina che trasporta gas dalla Russia verso la Germania. La conduttura adesso viene utilizzata per circa il cinquanta per cento della capacità massima, eppure i tedeschi premono per un raddoppio degli impianti.

Ovvero pensano di dover aumentare fino a  quattro volte il gas attualmente in transito.

E qui arriviamo al gennaio 2019. Il contratto con l’Ucraina scadrà e i russi hanno già confermato che chiuderanno i gasdotti ucraini, da lì non passerà più un metro cubo di gas, se non per alimentare le zone controllate dai separatisti, già adesso rifornite da una conduttura separata dalla rete di Kiev.

A Kiev ancora non credono che la Russia arriverà a tanto, ma in realtà. oltre a gettare in una crisi nera gli ucraini i paesi che subiranno maggiormente gli effetti della disconnessione dalla rete saranno Moldavia e Romania, paesi che, a parte alcune frange politiche si stanno dimostrando non proprio amici della Russia. Bulgaria a paesi del Sud europa potranno ricevere gas in emergenza dal nuovo gasdotto proveniente dalla Turchia.

Ma gli ucraini sono convinti che le cose continueranno come prima, il gas continuerà ad arrivare dagli europei, pagato da fondi europei.

La realtà è ben diversa, vista la situazione complicata i paesi che fornissero gas all’Ucraina probabilmente si vedrebbero ridurre le forniture per “motivi tecnici”, e stante l’esaurimento dei giacimenti olandesi, difficilmente il gas potrebbe arrivare da altre parti, se non crediamo al mitologico gas shale Usa.

I prossimi anni saranno molto interessanti. Intanto ogni possibile acquirente o finanziatore si è eclissato dagli uffici della Naftogaz, che controlla la rete ucraina, che necessita di investimenti per parecchie decine di miliardi di dollari, a causa di obsolescenza.

Tutti a parte gli italiani della SNAM (1), che forse sanno qualcosa che io non so.

Shit happens

Il giorno 8 settembre una misteriosa esplosione devasta l’auto di Timur Mahauri nel centro di Kiev. Combattente ceceno, feroce antirusso, dopo la seconda guerra in Cecenia abbandona la sua terra e si reca prima in Georgia, per combattere contro i russi e successivamente in Siria a far danni. Questa volta sono i russi ad arrivare dalle sue parti.

Abbandona il medio oriente e si reca in ucraina, dove combatté contro i separatisti filorussi, distinguendosi per la sua ferocia.  Morire così, probabilmente per un difetto dell’auto, è una tragedia del tutto inaspettata. Negli ultimi mesi simili incidenti sono capitati già diverse volte, in Ucraina, e hanno interessato alti esponenti dei servizi segreti di Kiev. Forse è il caso di avvisare la Mercedes dell’esistenza di potenziali difetti dei veicoli.

Anche il traffico, si sa è pericoloso (2).

Cinque “politologi” ucraini, tutti ferocemente antirussi muoiono in un incidente stradale. Curiosamente, uno di costoro, il giornalista Alexei Kurennoy, solo alcuni giorni prima aveva creato scandalo nei social, esultando per la morte di  Irina Berezhnaya, ex deputata ucraina filorussa deceduta in un incidente stradale molto simile.

Guarda le coincidenze, a volte.

Donbass

la situazione nelle repubbliche indipendentiste è complicata, più per la pervicace intenzione del governo di Kiev di continuare ad attaccare, che per altro.

Rimarchevole l’arrivo di “armi letali” provenienti dagli Stati Uniti. Il tutto si risolve in una partita di fucili “Barrett” per i cecchini acquistati nei negozi di armi da  immigrati ucraini negli Usa ed in Canada e in una partita di RPG 7 fabbricati negli Usa dalla Airtronic (3). Niente di troppo complicato, per due motivi:

A) mediamente i soldati ucraini sarebbero del tutto incapaci di utilizzare armi più sofisticate di un fucile.

B) Quelli che sono in grado di utilizzarle sanno che le armi più sofisticate conviene venderle ai separatisti, Per poi emigrare in Russia dove troveranno un lavoro ben pagato, insieme alla famiglia. ( Comunicazione di servizio:  la tariffa per i carri armati è ancora di centomila dollari. Per sistemi di comunicazione  si deciderà di caso in caso, ma le radio devono essere consegnate già sbloccate insieme al libro dei codici.) 

Grazie a trovate come questa milioni di ucraini si sono recati in Russia, dove si integrano  tranquillamente senza nessun problema, altri si sono diretti in Polonia, alla ricerca del passaggio verso l’europa.

La popolazione ucraina, è in calo, anche se nelle statistiche si tiene conto dei separatisti e della Crimea come ancora facenti parte dello stato e non si calcolano i milioni di emigrati in Russia…

La selezione naturale, sempre la maledetta selezione naturale.

By Nuke di http://liberticida.altervista.org

(1) http://www.askanews.it/economia/2017/04/10/snam-intesa-per-possibile-collaborazione-rete-gas-in-ucraina-pn_20170410_00915/

(2) https://www.frontnews.eu/news/en/12457/Four-political-scientists-and-a-journalist-were-killed-in-road-accident-in-Rivne

(3) http://www.airtronic-usa.com/products/airtronic-rpg-7-usa/

 

 

 

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