Questioni di Yalta 2.0

Il PD non si decide, non sa nemmeno che direzione prendere. Ma come il PD anche FI. Cambieranno narrativa o resteranno ancorati al passato? Ora l’italiano ha visto cosa si può fare e che si può fare. Capiamoci bene, l’Italia è e rimane una colonia americana, su questo non si discute. Ma si sta dando speranza, al governo ci sono ora persone decenti, qualificate e preparate e NON firmano tutto quello che gli propongono.
La narrativa è così cambiata che nemmeno si rendono conto che chi rimane legato a PD e FI manifesta e rappresenta una vecchia Italia: e se parte una piccola pulizia della quinta colonna? MISTERO! L’Italia non è salva e i suoi affanni economici e finanziari rimangono e sono ancora tanti. Nessuno afferma che è salva. Questo governo ha dato un segnale molto diverso: se dura e arriva a macinare un certo numero di cambiamenti/successi potrebbe anche ripetersi una famosa staffetta, ma rigorosamente giallo verde. MA questo Governo è anche finalmente attento alla politica estera, e ha gli occhi puntati sulle prossime due date.

Il 16 luglio ci sarà il tanto atteso incontro Putin/Trump con un Helsinki Confidential, infatti la prima parte dell’incontro sarà a porte chiuse e saranno da soli (nulla verrà verbalizzato): Ucraina, Siria, Iran, insomma una qualche forma di accordo. Si parla già di una nuova Yalta 2.0

Prima però a Bruxelles il 11/12 luglio ci sarà il NATO Summit: qua si deciderà sul futuro della stessa. Gli europei sono già abbastanza arrabbiati per la guerra commerciale dei dazi, per i danni economici derivanti dalle sanzioni russe e sempre in questo contesto Trump vuole maggiori finanziamenti europei per la spesa della difesa pari al 2% del PIL . Il prossimo vertice della NATO nasce già avvelenato dalle recriminazioni fatte da Trump al G7 in Canada. Molti leader europei sospettano di questo vertice che “casualmente” precede il fatidico incontro Putin/Trump. Temono che il Presidente americano possa regalare al Presidente russo “una riduzione unilaterale” degli Stati Uniti nella NATO e l’accettazione della annessione della Crimea. In cambio la Russia potrebbe promettere una “minore influenza” su Iran e Siria. Queste sono le voci che circolano (io ho già iniziato a parlarne qua http://liberticida.altervista.org/le-ultime-colonie-si-ribellano-e-nella-nostra-nazione-avanza-il-concetto-di-metafisica-avanzata/ e qua http://liberticida.altervista.org/il-futuro-delleuropa-un-concerto-rigorosamente-a-due/). Ormai è nota e chiara la disaffezione dall’Europa nei confronti degli Stati Uniti.

Sempre nell’ultimo periodo l’Italia sta cambiando la sua posizione all’interno dell’Europa e questo link chiarisce MOLTO BENE il motivo http://marcodellaluna.info/sito/2018/07/01/contro-lasse-franco-tedesco/ : “Dietro le ONG che traghettavano i migranti ci sono i servizi segreti francesi e tedeschi. Gli americani avrebbero le prove. E Trump ha inviato a Roma a fine giugno John Bolton, il suo uomo fidato. Il duro consigliere alla sicurezza nazionale. Bolton dopo aver fatto tappa a Roma per incontrare Salvini è volato a Mosca per preparare il vertice del 20 luglio tra Putin e Trump. Per i giornalisti italiani il fatto che il più stretto collaboratore del presidente americano sia venuto in Italia per incontrare il solo ministro degli Interni è stata una notizia ininfluente. Come senza significato è stato l’avviso che agli amici francesi e tedeschi ha inviato a Salvini con una frase più che significativa: “le navi straniere finanziate in maniera occulta da potenze straniere in Italia non toccheranno più terra”. Più chiaro di così il ministro degli interni non poteva essere. L’odio di Macron con Salvini si spiega anche con il legame di stretta collaborazione che la Casa Bianca sta sviluppando con il leader leghista. Bolton a Roma ha informato Salvini sul ruolo dei servizi francesi e tedeschi. Soprattutto di quelli francesi che oltre a organizzare le provocazioni delle ONG stanno anche dietro il governo fantoccio di Tobruk del generale Khalifa Haftar che si oppone al governo di Tripoli di Fayez El Serraj, governo riconosciuto dall’Onu, vicino all’Italia e appoggiato dalle agguerrite milizie di Misurata. Haftar è appoggiato dalla Francia. Le sue truppe sono inquadrate dalle forze speciali francesi. Gli americani contro di lui hanno lasciato campo libero alla guerriglia jihadista che a gennaio ha eliminato con un attentato a Bengasi gli uomini forti del suo esercito. Bolton ha confidato a Salvini che i droni americani di base a Sigonella sostengono la nostra presenza in Libia con quotidiane missioni armate contro gli avversari delle milizie di Misurata. La intransigenza di Salvini sulla messa al bando delle ONG si spiega anche sulla base di queste informazioni. Non a caso la chiusura dei porti italiani alla nave di Medicines sans frontieres mando’ in bestia Macron che si esibì col suo partito in ingiurie e interdetti contro l’Italia……….
Così il ministro Moavero Milanesi è andato in missione in Libia a passo spedito.

Sempre nel silenzio più assoluto la Corea del Nord procede indisturbata con il programma sul nucleare e gli Usa non battono ciglio, anche lì Trump aveva tenuto la prima parte dell’incontro a porte chiuse e tutto segretato. Questioni di Ялта

Alessia C.F. (ALKA) http://liberticida.altervista.org E http://www.orazero.org

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Un commento su “Questioni di Yalta 2.0

  1. alexfaro il said:

    Mi dispiace cara Alessia ma che Haftar sia sponsorizzato dalla Francia,è un bufala gigantesca,ma come Haftar che ha trascorso almeno 20 anni negli USA ospite della CIA,sarebbe a libro paga di Parigi?
    Ma suvvia,è vero il contrario,cioè Haftar è sponsorizzato(ed armato e finanziato)sia dall’Egitto di Al Sisi che dal Qatar,(leggi Turchia e fratellanza Musulmana)mentre invece è Al Sarraj,detto anche il sindaco di mezza Tripoli,che è supportato oltre che dall’ONU anche da mezzo occidente Italia,Francia e Germania comprese.
    E poi hai forse dimenticato che l’anno scorso Haftar incontrò alcuni alti ufficiali Russi sulla portaerei Kutznenzov,incontro che fece avvicinare alla causa della Cirenaica anche forse il Cremlino?
    Ora che gioco fa Washington in Libia oggi non è molto chiaro,ma io credo che Trump sia molto più intenzionato a contrastare l’Iran e la Siria che a stabilizzare la Libia,visto che il petrolio libico,viene esportato da cd”milizie”islamiste e non a bassissimo prezzo,cosa che a Trump fa sicuramente piacere!
    un saluto
    Alexfaro

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