Le donne reclutate per unirsi allo Stato islamico: l’evoluzione del fenomeno in Spagna (e pensate che in Europa il fenomeno sia diverso?)

Nascita del movimento

Le donne che si sono unite alle organizzazioni jihadiste in Spagna provengono dalla mobilitazione per il conflitto in Siria e in Iraq, condividono come gli uomini gli stessi obiettivi della jihad globale e hanno un ruolo attivo nella promozione del califfato. Queste donne hanno preso sul serio il motto: “Non c’è vita senza jihad e non c’è jihadi senza hijrah”. Parliamo di donne che credono attivamente al consolidamento e all’espansione di questo progetto in ambito globale, una mobilitazione che prima non si era mai riscontrata in modo così marcato. In Spagna, secondo le statistiche, tra le 208 persone con nazionalità (o residenza) spagnola che hanno aderito al califfato dal 2013 il 10% sono femmine. Ma il numero raddoppia perché altre 23 donne sono state arrestate e accusate per il loro coinvolgimento in attività terroristiche islamiche.

Il profilo delle donne islamiche in Spagna che hanno aderito

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, c’è una buona discussione sul ruolo che queste giovani donne occidentali – legate allo Stato islamico – possono svolgere in futuro per il Medio Oriente. In futuro queste donne potrebbero assumere compiti in Occidente sulla pianificazione o sulla esecuzione di attacchi. Infatti a settembre 2016 tre donne francesi radicalizzate stavano preparando un attacco.  Tra il 2013 e il 2016, tra le persone arrestate in Spagna in operazioni anti-terrorismo il 14,6% erano donne: prima della nascita dello Stato islamico nessuna donna era stata condannata per questo tipo di reato.

  • Spicca la giovane età di queste donne: l’età media è di 24 anni, l’età media degli uomini è di sette anni di più (l’età media degli uomini arrestati per gli stessi reati è di 31 anni)

  • Il profilo delle donne arrestate in Spagna: il 45% delle donne è single (al contrario i colleghi uomini sono per il 61,4% sposati). Il 10% sono vedove.

  • Il 55,6% degli uomini arrestati ha figli, al contrario la maggioranza delle donne col 65% non ha figli. Quindi lo Stato islamico recluta donne giovani la cui identità non è ancora completamente sviluppata o formata dalla vita. Ovviamente il tutto si lega perfettamente perché una donna giovane e non sposata poi andrà strategicamente a sposarsi con mujahedin e ad allevare la futura generazione di jihadisti nei territori occupati. E se non è programmazione questa cosa è allora?

  • Le donne arrestate in Spagna sono più istruite della loro controparte maschile: l’87,5% delle donne ha una istruzione secondaria e il 6,3% ha una istruzione superiore. Molte di loro al momento dell’arresto erano studenti. Una cosa spicca in modo particolare e va osservata: al momento del loro arresto per attività legate allo stato islamico nessuna delle donne aveva segnalazioni criminali, nessuna infrazione ordinaria.

  • Le donne radicalizzate operano sui social media, lì nasce la loro radicalizzazione. Ovviamente per le donne esiste la stessa segregazione sessuale che riproduce fedelmente le impostazioni rigorose e conservatrici dell’Islam. L’enorme influenza di Internet e dei social media sulle giovani occidentali che aderiscono alla radicalizzazione ha tempi brevissimi, performanti come una campagna di marketing. Spesso i processi di radicalizzazione si concludono pochi mesi dopo l’inizio.

  • Le donne per il 61,5% intraprendono il jihadismo per motivi di natura emotiva o affettiva, sono attratte dall’idea di sposarsi con un combattente (di cui sono già innamorate su Internet, o il partner le coinvolge direttamente). Nella maggioranza dei casi queste donne non hanno una identità definitiva, spesso hanno subito la perdita di una persona amata, o non hanno prospettive di vita.

Dagli studi spagnoli emerge che il 77.3% delle donne coinvolte sono desiderose di dirigersi verso il califfato per impegnarsi nella sua costruzione: quindi queste donne non si impegneranno come combattenti ma avranno il compito di fare tanti figli per contribuire alla costruzione dello Stato islamico. Le donne radicalizzate si occupano del reclutamento e della radicalizzazione di altre donne, diffondono la propaganda sul web tessendo le lodi alla propria organizzazione terroristica, dichiarano pubblicamente di accettare la violenza per punire gli “infedeli” e i “nemici del califfato”.

Evoluzione del fenomeno e cosa aspettarsi in tutta Europa

Nel caso spagnolo il coinvolgimento delle donne è legato quindi alla promessa di una vita nel califfato, sperano di sposarsi con un combattente terrorista e sono frustrate di non essere in grado di condurre una vita in linea con le loro aspettative nel loro luogo di residenza. Ma significa anche che in Occidente il loro ruolo si evolverà diventando sempre più attivo nella preparazione e nell’esecuzione degli attacchi, spesso l’uso delle donne per operazioni suicide si è rivelato essere una strategia vincente. E’ stato calcolato che sono in grado di provocare fino a quattro volte più vittime rispetto ai loro colleghi maschili, hanno maggiore capacità di passare inosservate, attirano perché sono in grado di provocare un profondo shock quando sono loro a commettere una strage. Il fenomeno va osservato perché in futuro lo Stato islamico contemplerà una nuova strategia del terrore, così potremmo vedere donne tornare dal califfato che attaccheranno i propri paesi occidentali di origine.

Alessia http://liberticida.altervista.org

-http://www.realinstitutoelcano.org/wps/portal/rielcano_es/contenido?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/elcano/elcano_es/zonas_es/ARI28-2017-GarciaCalvo-movilizacion-yihadista-mujeres-Espana-2014-2016

-Thomas Hegghamer (2016), ‘The future of jihadism in Europe: a pessimistic view’, Perspectives on Terrorism, vol. 10, nr 6, quoting data from the Soufan Group.

-Bibi van Ginkel & Eva Entenmann (Eds.) (2016), ‘The foreign fighter phenomenon in the European Union. Profiles, threats and policies’, ICCT Research Paper, April.

-For more information see Carola García-Calvo and Fernando Reinares (2016), ‘Patterns of involvement among individuals arrested for Islamic State-related terrorist activities in Spain, 2013-2016’, Perspectives on Terrorism, vol. 10, nr 6.

-There is no life without jihad and no jihad without hijrah: the jihadist mobilisation of women in Spain, 2014-16

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