Il bitch slap di Zbigniew Brzezinski a Trump

Il 20 febbraio 2017 avevo notato un curioso articolo di Zbigniew Brzezinski, personaggio che in fatto di geopolitica ci vede lontano più di un falco 1. Sostanzialmente emerge che la politica di Trump porta allo sbando e al disordine, una struttura internazionale non gestita correttamente in grado di recare problemi che potrebbero esplodere quasi contemporaneamente. Un Presidente che continua a formulare dichiarazioni irresponsabili e non coordinate. Giustamente Brzezinski fa notare che gli Usa hanno bisogno di fare chiarezza di pensiero se intendono perseguire la strada “America Great Again” e “America First”, ma utilizzando una strategia di leadership stabile e a lungo termine nei confronti di Cina e Russia in un clima di collaborazione (e non di sicuro come Trump sta facendo adesso).

Lo stratega internazionale fa capire a chiare lettere che gli Usa devono essere consapevoli del pericolo che potrebbe arrivare da una alleanza strategica tra Cina e Russia: “gli Stati Uniti devono fare attenzione a non agire nei confronti della Cina come se si trattasse di un subordinato: questo andrebbe quasi a garantire un legame più stretto tra Cina e Russia.” Sempre l’elegante scacchista della geopolitica spiega al novizio dalla folta chioma che per affrontare la Corea del Nord deve richiedere una cooperazione tra Cina, Giappone e Russia, da soli gli Stati Uniti non sposteranno di un centimetro Pyongyang.

All’interno dello stesso quadro emerge che la politica di Trump sia fortemente ispirata alla tattica “faccio il pazzo per spaventare tutti, così ottengo maggiori risultati in tempi brevissimi” 2. Gli avversari si spaventeranno? Gli Usa hanno davvero la capacità di spaventare Cina e Russia? NO, spiacente! In geopolitica ti insegnano ad usare il cervello, perché mostrare i muscoli può essere un segno di decadenza, disperazione e debolezza (E Trump ha molti problemi: una profonda guerra nel deep state, un popolo “malcontento da accontentare” e Neo-con che fanno pressioni pesanti ogni giorno per indurlo all’ubbidienza).

Se gli Stati Uniti vogliono migliorare le relazioni con la Russia, devono imparare a rispettare le regole delle relazioni internazionali; quindi per costruire una relazione internazionale serve almeno un quadro di comportamento accettabile che purtroppo non esiste allo stato attuale. Trump capiamoci bene nel tuo linguaggio: le dispute non si affrontano sempre con il metodo della “sfida al O.K. Corral” 3.

Già la pressione in Russia è alta perché deve affrontare le tre Repubbliche Baltiche, l’Ucraina (la Terra dei Pazzi) e l’Uzbekistan che dopo aver consolidato la sua indipendenza è diventata la nuova fucina che sforna terroristi islamici. Nel frangente in Asia Centrale si consuma la combattuta penetrazione economica tra Cina e Russia.

In questo video 

http://www.france24.com/en/20170320-zbigniew-brzezinski-us-foreign-policy-trump-north-korea-japan-china-russia-syria Brzezinski sottolinea che serve una più chiara politica degli Stati Uniti in Siria e in Medio Oriente, e ha puntualizzato l’assenza di idee chiare in politica estera dell’amministrazione Trump.

La profonda crisi del sistema politico americano e la sua polarizzazione 4 potrebbe essere regolata in modo più distensivo senza dove ricorrere a ottuse stravaganze. Trump è una figura atipica ma non estranea alla tradizione della politica internazionale. Il suo forte aspetto di imporsi nella egemonia globale, il fatto che voglia presentarsi come il leader del West che sostiene la libertà in tutto il mondo, ebbene tutto questo si scontrerà con un fatto importante che lo riporterà con i piedi ben per terra: dovrà concentrarsi sui suoi affari interni. La crisi finanziaria del 2008 e le sue conseguenze hanno notevolmente mutato l’atmosfera sociale e politica. Trump è obbligato ad assumersi l’onere della leadership globale ma non ci riesce, è solo un uomo che parla di grandezza. Per lui la grandezza è la capacità di diventare un uomo di successo, un esempio da seguire per tutti.

Mi viene quasi voglia di capire se Trump abbia pensato di rispolverare la vecchia “politica del grosso bastone” 5 e di riportare in voga la dottrina delle cannoniere, cosa che in effetti appare plausibile visto l’attuale comportamento nei confronti della Corea del Nord (Affiancare negoziati “pacifici” dietro minaccia di un intervento militare statunitense).

La lunga tradizione politica americana, profondamente radicata nella mentalità nazionale, desidera dominare con un approccio liberal-mondialista che ormai è antiquato. Un Presidente privo di esperienza ma che è ricco di nazionalismo conservatore e che abbraccia un forte mercantilismo nell’economia. Un “enfant terrible” di cui inizio a godere la parte “enfant”.

Alessia http://liberticida.altervista.org/

1 https://www.nytimes.com/2017/02/20/opinion/why-the-world-needs-a-trump-doctrine.html?_r=1)

2 pratica già utilizzata da Nixon https://en.wikipedia.org/wiki/Madman_theory

3 come un film pieno di morti, facendo intendere che ciò che sta per accadere sarà pericoloso e potenzialmente letale

4 http://eng.globalaffairs.ru/number/The-President-of-Our-Dreams-18577

5https://it.wikipedia.org/wiki/Politica_del_grosso_bastone

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